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Venerdì, 29 Giugno 2018 15:00

La Cassazione sancisce la nullità dell’alcoltest senza l’avviso all’automobilista della tutela legale di cui può avvalersi

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Alcoltest con etilometro Alcoltest con etilometro

La Cassazione interviene in materia di nullità dell’alcoltest senza l’enunciazione dei diritti legali spettanti all’esaminando

Si parla spesso di incidenti stradali, anche con esiti assai gravi o addirittura letali, causati dalla guida in stato di ebbrezza e/o sotto l’effetto di sostanze alcoliche o stupefacenti.

Per tale motivo, si sono più volte invocati maggiori controlli di Carabinieri e Polizia, a tutela soprattutto dei giovani automobilisti e dei centauri che spesso si pongono alla guida dei propri mezzi in condizione di alterazione psicofisica che ne pregiudica l’attenzione e lo stato di coscienza.

Ebbene, sull’argomento, è intervenuta la Suprema Corte di Cassazione con la recentissima sentenza n. 29081 emessa il 22 marzo e depositata il 22 giugno ultimo scorso, con la quale gli Ermellini hanno stabilito che le forze dell’ordine, prima di sottoporre l’automobilista all’alcoltest o a qualsiasi altra verifica del genere, devono ricordargli, a pena di nullità dei relativi risultati, che ha il diritto di avvalersi della presenza di un avvocato di fiducia durante la prova.

Detta omissione rende nulli non soltanto i risultati della prova, ma anche gli effetti penali previsti dalla legge nell’ipotesi in cui l’automobilista si sia rifiutato di sottoporsi al test.

Il caso prende le mosse dalla vicenda di un automobilista condannato dalla Corte di Appello di Trieste a otto mesi di carcere ed € 1.800 di ammenda, in quanto lo stesso si era sottratto al test dell’etilometro, senza, tuttavia, che gli agenti gli avessero precisato il diritto a lui spettante, di potersi avvalere della presenza di un proprio legale.

La pronuncia della Corte si basa su quanto disposto dagli articoli 114 disp. att. c.p.p. e 354 c.p.p. che prevedono un approfondito sistema di garanzie in favore dell’automobilista, stabilendo che, qualora le forze dell’ordine procedano all'accertamento delle sue condizioni mediante l’alcoltest, esse devono previamente ricordare al soggetto interessato la sussistenza del diritto a farsi assistere da un difensore di fiducia, e ciò a prescindere dall'esito dell’esame che potrebbe anche interrompersi di fronte al rifiuto dell'automobilista.

Su tali principi, quindi, la Cassazione ha annullato la sentenza pronunciata dalla Corte di Appello di Trieste per vizio di motivazione del provvedimento, proprio in ragione del fatto che i militi, nel momento in cui era stata formalizzata la richiesta di effettuare l’alcoltest tramite etilometro, non avevano avvisato l’automobilista della facoltà di farsi assistere da un difensore.

Dal che si evince il principio che la sanzione, anche penale, a carico del conducente fermato per un controllo del suo stato alcolemico e che si rifiuta di sottoporsi al relativo esame, sarà legittimamente applicabile soltanto quando gli agenti accertatori lo avranno previamente avvisato della facoltà di farsi assistere da un difensore.

Tale circostanza diventa elemento imprescindibile della regolarità e della legittimità dell'intero procedimento di verifica.

In ogni caso, nonostante le giuste tutele riconosciute agli automobilisti, ci preme ricordare che guidare in stato di ebbrezza e/o in condizioni di alterazione psicofisica, è sempre pericoloso e può diventare grandemente dannoso per sé e per gli altri.

Letto 893 volte Ultima modifica il Lunedì, 02 Luglio 2018 13:24
Giulio Costanzo

Avv. Patrocinante Magistrature Superiori

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