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La riparazione per l’ingiusta detenzione. - Studio Legale Costanzo

Martedì, 12 Maggio 2026 09:59

La riparazione per l’ingiusta detenzione.

Scritto da Avv. Giulio Costanzo

La Suprema Corte di Cassazione, con Ordinanza n. 24007 del 06/09/2024, ha statuito che l'indennizzo per ingiusta detenzione dev'essere liquidato prendendo come riferimento il valore base pari ad € 235,82 al giorno (ottenuto suddividendo l'importo massimo previsto dalla legge per il numero di giorni corrispondente al termine massimo di durata della custodia cautelare), con possibilità di aumento o riduzione in ragione della durata della misura carceraria nonché dei pregiudizi di carattere personale e familiare conseguenti alla stessa.

La Cassazione, con Ordinanza n. 24007 del 06/09/2024, è intervenuta sulla delicata questione della riparazione per l’ingiusta detenzione.

La riparazione per l’ingiusta detenzione è un rimedio volto a compensare in chiave solidaristica il pregiudizio subito da chi sia stato ingiustamente limitato della propria libertà personale.

Spetta a colui che:

1) è stato prosciolto con sentenza irrevocabile perché il fatto non sussiste, per non aver commesso il fatto, perché il fatto non costituisce reato o non è previsto dalla legge come reato, relativamente alla custodia cautelare subita, a condizione che non vi abbia dato o concorso a darvi causa per dolo o colpa grave (c.d. ingiustizia sostanziale) (art. 314, comma 1, c.p.p.);

2) è stato prosciolto per qualsiasi causa o al condannato che nel corso del processo sia stato sottoposto a custodia cautelare, quando con decisione irrevocabile, sia stato accertato che il provvedimento dispositivo della misura è stato emesso o mantenuto in assenza delle condizioni di applicabilità normativamente previste (c.d. ingiustizia formale) (art. 314, comma 2, c.p.p.);

3) abbia ottenuto un provvedimento di archiviazione o una sentenza di non luogo a procedere, applicandosi anche in questo caso quanto previsto ai due commi precedenti (art. 314, comma 3,c.p.p.).

Dall’ingiusta detenzione, tuttavia, derivano anche altri danni (c.d. derivati) suscettibili di risarcimento danni.

Ma come si calcola il relativo indennizzo?

La Cassazione con la Ordinanza n. 24007 del 06/09/2024, infatti, ha sancito il seguente principio di diritto: “L'indennizzo per ingiusta detenzione, di cui agli artt. 314 e 315 c.p.p., dev'essere liquidato prendendo come riferimento il valore base pari ad Euro 235,82 al giorno (ottenuto suddividendo l'importo massimo previsto dalla legge per il numero di giorni corrispondente al termine massimo di durata della custodia cautelare), con possibilità di aumento o riduzione in ragione della durata della misura carceraria nonché dei pregiudizi di carattere personale e familiare conseguenti alla stessa”. 

Alla luce di tale pronuncia emerge, ergo, che l'indennizzo per ingiusta detenzione dev'essere liquidato prendendo come riferimento il valore base pari ad € 235,82 al giorno (ottenuto suddividendo l'importo massimo previsto dalla legge per il numero di giorni corrispondente al termine massimo di durata della custodia cautelare), con possibilità di aumento o riduzione in ragione della durata della misura carceraria nonché dei pregiudizi di carattere personale e familiare conseguenti alla stessa.

 Avv. Giulio Costanzo
Letto 12 volte Ultima modifica il Martedì, 12 Maggio 2026 10:05
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