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Principio di buona fede e correttezza contrattuale - Studio Legale Costanzo

Venerdì, 04 Aprile 2025 18:19

Principio di buona fede e correttezza contrattuale

Scritto da Avv. Giulio Costanzo

La Suprema Corte di Cassazione, con la Ordinanza n. 656 del 10/01/2025, ha statuito che i principi di correttezza e buona fede nell'esecuzione e nell'interpretazione dei contratti rilevano sia sul piano dell'individuazione degli obblighi contrattuali (imponendo alle parti di adempiere obblighi anche non espressamente previsti dal contratto o dalla legge, ove necessario), sia su quello del bilanciamento dei contrapposti interessi delle parti (consentendo al giudice di intervenire anche in senso modificativo o integrativo sul contenuto del contratto, ove necessario).

La Cassazione, con la Ordinanza n. 656 del 10/01/2025, è intervenuta sul mancato rispetto del principio di buona fede.

La buona fede contrattuale consiste nella reciproca lealtà di condotta e fondamentale canone di correttezza al quale tutte le parti di un rapporto contrattuale devono necessariamente ispirarsi ed attenersi.

Le parti del rapporto contrattuale, infatti, sono tenuti ad agire in maniera tale da poter preservare gli interessi dell'altra, al di là degli specifici obblighi contrattuali o dal rispetto del principio del neminem laedere: l'obbligo di lealtà si affianca, in tal modo, all'obbligo di salvaguardia dell'altrui utilità, nei limiti di un apprezzabile sacrificio.

I contraenti devono comportarsi secondo buona fede in ogni fase del rapporto contrattuale: durante le trattative (ex art.1337 c.c.), in pendenza di condizione sospensiva o risolutiva (ex art. 1358 c.c.), nell’esercizio dell’eccezione di inadempimento (ex art. 1360 c.c.) e, infine, nell’esecuzione del contratto (ex art. 1375 c.c.).

La buona fede, ai sensi dell’articolo 1366 c.c., svolge una funzione di interpretazione del contratto stesso.

Tale dovere di buona fede, in senso oggettivo, si differenzia dalla buona fede soggettiva (che consiste nell’ignoranza non colposa della lesione dell’altrui diritto) e si pone come regola di comportamento relativo al principio di solidarietà sociale.

La buona fede è, quindi, uno strumento che integra, limita e corregge il contenuto normativo dell’obbligazione.

Stante l’astrattezza di tale principio, molteplici sono i relativi giudizi portati nelle aule giudiziarie.

I Giudici di Piazza Cavour, pertanto, con la Ordinanza n. 656 del 10/01/2025, hanno così enunciato il seguente principio di diritto: “I principi di correttezza e buona fede nell'esecuzione e nell'interpretazione dei contratti, ex artt. 1175, 1366 e 1375 c.c., rilevano sia sul piano dell'individuazione degli obblighi contrattuali, sia su quello del bilanciamento dei contrapposti interessi delle parti, giacché, sotto il primo profilo, essi impongono a ciascuna di esse di adempiere obblighi anche non espressamente previsti dal contratto o dalla legge, ove necessario per preservare gli interessi della controparte; sotto il secondo profilo, consentono al giudice di intervenire anche in senso modificativo o integrativo sul contenuto del contratto, ove necessario per garantire l'equo contemperamento degli interessi delle parti e prevenire o reprimere l'abuso del diritto”.

Alla luce di tale pronunzia emerge, ergo, che i principi di correttezza e buona fede nell'esecuzione e nell'interpretazione dei contratti rilevano sia sul piano dell'individuazione degli obblighi contrattuali (imponendo alle parti di adempiere obblighi anche non espressamente previsti dal contratto o dalla legge, ove necessario), sia su quello del bilanciamento dei contrapposti interessi delle parti (consentendo al giudice di intervenire anche in senso modificativo o integrativo sul contenuto del contratto, ove necessario).

Avv. Giulio Costanzo
Letto 3146 volte Ultima modifica il Venerdì, 04 Aprile 2025 18:31
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