WhatsApp innalza l'età minima dai 13 ai 16 anni per tutelare sicurezza e privacy dei giovanissimi
Scritto da Giulio CostanzoDal 25 maggio 2018 la popolare app di messaggistica istantanea aggiornerà i termini di servizio e sarà vietata agli under 16.
Il servizio di messaggistica più popolare al mondo (facente parte dal 19 febbraio 2014 del gruppo Facebook Inc.) si adegua al GDPR (General Data Protection Regulation) innalzando l’età minima da 13 a 16 anni per usufruire dell’app nei 28 Paesi dell’UE.
Con tale Regolamento, che costituisce la più grande riforma della privacy online, la Commissione europea intende rafforzare e rendere più omogenea la protezione dei dati personali di cittadini dell’Unione Europea e dei residenti nell’Unione Europea, sia all’interno che all’esterno dei confini dell’Unione europea (UE). Il testo, pubblicato su Gazzetta Ufficiale Europea il 4 maggio 2016 ed entrato in vigore il 25 maggio dello stesso anno, inizierà ad avere efficacia il 25 maggio 2018.
In particolare, tale regolamento stabilisce per gli utenti di età inferiore a 16 anni che per la raccolta dei dati personali da parte di tutti i tipi di imprese che offrono servizi o prodotti a persone che si trovano nel territorio dell’Unione Europea, il consenso deve essere dato da un genitore o da chi ne esercita la responsabilità genitoriale. Difatti, l’art. 8 del Regolamento statuisce che “l’offerta diretta di servizi della società dell’informazione ai minori, il trattamento di dati personali del minore è lecito ove il minore abbia almeno 16 anni. Ove il minore abbia un’età inferiore ai 16 anni, tale trattamento è lecito soltanto se e nella misura in cui tale consenso è prestato o autorizzato dal titolare della responsabilità genitoriale”. Ogni Stato membro potrà poi decidere se abbassare ulteriormente la soglia dai 13 anni in su.
Sicuramente si tratta di una importante riforma della privacy online che darà ai cittadini europei anche il diritto di conoscere quali informazioni e dati personali vengano conservati e anche il diritto di ottenerne la cancellazione. Inoltre, la violazione del regolamento può comportare per i provider multe fino al 4% del loro fatturato globale o fino a 20 milioni di euro.
Resta comunque da capire come la società di messaggistica istantanea che vanta un miliardo e mezzo di utenti in tutto il mondo, intenda far valere questo limite: se con una autorizzazione, un consenso da parte dei genitori ovvero incrociando a monte i dati con Facebook ed Instagram. E soprattutto ci si chiede come procederà alla sua verifica: magari introducendo l’obbligo di inserire la data di nascita (fino ad ora mai richiesta nemmeno nel momento in cui si scarica e si inizia ad utilizzare)?. In sostanza, secondo i primi commentatori nulla dovrebbe cambiare per i minori di sedici anni perché sarà semplice aggirare la normativa sul consenso.
È certo che dal 25 maggio 2018 la multi-piattaforma chiederà a tutti gli utenti di accettare i suoi nuovi termini di servizio, anche se solo all’interno dell’Unione Europea, al di fuori dalla quale l’età minima rimarrà 13 anni.
Giulio Costanzo
Avv. Patrocinante Magistrature Superiori
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