Scoperto un cartello delle finanziarie correlate alle case automobilistiche: multa dell’autorità antitrust
Scritto da Avv. Giulio CostanzoMulta dell’autorità Antitrust nei confronti del cartello delle Finanziarie collegate alle case automobilistiche
L’Antitrust accerta l’esistenza di un cartello tra le più note Finanziarie che operano nell’ambito della vendita di auto previo finanziamento e commina in loro danno una multa di circa 678 milioni di Euro.
L’Autorità Antitrust, a seguito di attenta ed approfondita istruttoria, in data 20 dicembre 2018, ha appurato l’esistenza di un “cartello” tra le principali società Finanziarie che operano nel campo della vendita di veicoli e che forniscono i propri servizi finanziari, comminando, nei loro confronti, una mega sanzione per circa 678 milioni di Euro.
Si tratta, nello specifico, delle più note Captive Banks e delle società automobilistiche ad esse collegate, le quali, da quanto si evince dagli accertamenti dell’Autorità Antitrust, si accordavano per modificare e condizionare il mercato automobilistico, uniformando sostanzialmente le rispettive offerte agli utenti.
In altre parole, le società finanziarie che operano alle spalle delle più note e diffuse case automobilistiche, concedendo ai clienti prestiti, mutui e finanziamenti finalizzati proprio all’acquisto (a rate o con leasing) dei veicoli da esse stesse prodotti, avevano stretto un accordo che prevedeva la diffusione di informazioni sui tassi e sulle condizioni applicabili (sostanzialmente uniformi) da fornire agli utenti, alterando, in tal modo, il libero andamento del mercato e la libertà di scelta del cliente, in dispregio delle comuni regole vigenti in materia di concorrenza tra imprenditori ed operatori commerciali.
Le società a cui è stata comminata la multa sono Banca PSA Italia S.p.A, Banque PSA Finance S.A., Santander Consumer Bank S.p.A., BMW Bank GmbH, BMW AG, Daimler AG, Mercedes Benz Financial Services Italia S.p.A., FCA Bank S.p.A., FCA Italy S.p.A., CA Consumer Finance S.A., FCE Bank Plc., Ford Motor Company, General Motor Financial Italia S.p.A., General Motors Company, RCI Banque S.A., Renault S.A., Toyota Financial Services Plc., Toyota Motor Corporation, Volkswagen Bank GmbH, Volkswagen AG., nonché le associazioni di categoria Assofin ed Assilea.
L’indagine ha preso le mosse dalla "presentazione di una domanda di clemenza da parte delle società Daimler AG e Mercedes Benz Financial Services Italia S.p.A.", arrivando a dimostrare "l'attuazione di un'intesa unica, complessa e continuata avente ad oggetto lo scambio di informazioni sensibili relative a quantità e prezzi, anche attuali e futuri”, come si legge in una nota dell’Autorità Antitrust.
L’istruttoria ha consentito di verificare che le società finanziarie sopra elencate, mediante un assiduo e dettagliato traffico di informazioni fondato su uno specifico accordo tra di loro che si sarebbe prolungato a partire dal 2003 sino al 2017, si scambiavano "informazioni relative a variabili sensibili nella fissazione delle condizioni per la concessione di finanziamenti e leasing".
Sempre nella nota dell’Antitrust, si legge che lo scambio di informazioni aveva ad oggetto i più svariati argomenti, tra i quali: TAEG, estinzioni anticipate dei finanziamenti, andamento del rischio, dati su volume distribution, renting, dealer network, approval rate, auto rejection, approval rate calculation, spread e tassi applicati.
A nulla sono valse le argomentazioni difensive addotte dalle case automobilistiche, le quali hanno sostenuto, oltre a vizi procedurali, anche che, di regola, le società finanziarie non agiscono in concorrenza tra di loro, operando solo a favore delle auto del gruppo di appartenenza, e che le informazioni oggetto di scambio non avevano rilievo concorrenziale.
Esse, infatti, non hanno impedito all’Autorità Antitrust di concludere affermando che le società finanziarie coinvolte avevano “posto in essere un'intesa restrittiva della concorrenza, tra il 2003 e il 2017, funzionale ad alterare le dinamiche concorrenziali nel mercato della vendita di automobili dei gruppi di appartenenza attraverso finanziamenti erogati dalle rispettive captive banks”.
Le multe salate comminate alle suddette società ed ammontanti complessivamente a circa 678 milioni di Euro, sono state calcolate sulla base della durata dell’infrazione e sul fatturato prodotto da ciascuna di esse. Spicca, tra queste, la Fca Bank S.p.A. che dovrà corrispondere la sanzione più rilevante in termini economici, in quanto, come accertato dall’Antitrust, essa "è stata in più occasioni, e con particolare insistenza, promotrice dello scambio di informazioni sensibili alla base dell'intesa".
Al contrario, l’Autorità Antitrust ha riconosciuto l’immunità totale dalla sanzione (che risultava superiore a 60 milioni di euro!) alle società Daimler AG e Mercedes Benz Financial Services Italia S.p.A. che, con la loro “domanda di clemenza” hanno consentito l’avvio dell’istruttoria e l’accertamento dei fatti.
Pertanto, tutti coloro che, a partire dal 2003 e sino a tutto il 2017, sono entrati in contatto con le società finanziarie coinvolte e hanno ottenuto da queste finanziamenti, mutui e prestiti di denaro finalizzati all’acquisto di veicoli prodotti dalla casa automobilistica di riferimento, hanno la facoltà di agire nei loro confronti per rivendicare i propri diritti e conseguire, in tal modo, il risarcimento dei danni correlati all’acquisto del mezzo avvenuto in condizioni di mercato alterate e falsate, nonché in violazione delle più elementari regole della concorrenza.
Su tali questioni, lo Studio Legale Costanzo ha già ottenuto ottimi risultati e si ripropone di intensificare gli andamenti già di per sé positivi, ponendosi a disposizione di chiunque avesse intenzione o necessità di agire a tutela dei propri interessi.