Giovedì, 26 Marzo 2020 15:21

Vademecum a seguito della sospensione dei termini giudiziari e tributari

Scritto da Avv. Giulio Costanzo
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Corte suprema di cassazione Corte suprema di cassazione

"Art. 83 del D.L. 17 marzo 2020 n. 18: misure in materia di giustizia”                                                                                                

Decreto “Cura Italia”: sospensione dei giudizi e dei termini e modalità di applicazione.

A seguito della gravissima emergenza scaturita dalla pandemia da COVID-19, che, oltre a mettere in pericolo la salute dell’intero globo, ha avuto anche pesanti e serissime ripercussioni (anche di natura economica) su tutti i restanti aspetti della vita lavorativa e professionale dei soggetti coinvolti, è stato emanato il Decreto-Legge 17 marzo 2020, n. 18 – cd. decreto “Cura Italia” – pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 70 del 17/03/2020 e recante “Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19”.

In particolare, secondo quanto qui interessa, l’art. 83 di detto Decreto Legge ha per oggetto “Nuove misure urgenti per contrastare l’emergenza epidemiologica da COVID-19 e contenerne gli effetti in materia di giustizia civile, penale, tributaria e militare”.

Esso dispone in tal senso:

  1. Dal 9 marzo 2020 al 15 aprile 2020 le udienze dei procedimenti civili e penali pendenti presso tutti gli uffici giudiziari sono rinviate d’ufficio a data successiva al 15 aprile 2020.

  2. Dal 9 marzo 2020 al 15 aprile 2020 è sospeso il decorso dei termini per il compimento di qualsiasi atto dei procedimenti civili e penali. Si intendono pertanto sospesi, per la stessa durata, i termini stabiliti per la fase delle indagini preliminari, per l’adozione di provvedimenti giudiziari e per il deposito della loro motivazione, per la proposizione degli atti introduttivi del giudizio e dei procedimenti esecutivi, per le impugnazioni e, in genere, tutti i termini procedurali. Ove il decorso del termine abbia inizio durante il periodo di sospensione, l’inizio stesso è differito alla fine di detto periodo. Quando il termine è computato a ritroso e ricade in tutto o in parte nel periodo di sospensione, è differita l’udienza o l’attività da cui decorre il termine in modo da consentirne il rispetto. Si intendono altresì sospesi, per la stessa durata indicata nel primo periodo, i termini per la notifica del ricorso in primo grado innanzi alle Commissioni tributarie e il termine di cui all’articolo 17-bis, comma 2 del decreto legislativo 31 dicembre 1992 n. 546.

  3. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 non operano nei seguenti casi:
    a) cause di competenza del tribunale per i minorenni relative alle dichiarazioni di adottabilità, ai minori stranieri non accompagnati, ai minori allontanati dalla famiglia ed alle situazioni di grave pregiudizio; cause relative ad alimenti o ad obbligazioni alimentari derivanti da rapporti di famiglia, di parentela, di matrimonio o di affinità; procedimenti cautelari aventi ad oggetto la tutela di diritti fondamentali della persona; procedimenti per l’adozione di provvedimenti in materia di tutela, di amministrazione di sostegno, di interdizione, di inabilitazione nei soli casi in cui viene dedotta una motivata situazione di indifferibilità incompatibile anche con l’adozione di provvedimenti provvisori e sempre che l’esame diretto della persona del beneficiario, dell’interdicendo e dell’inabilitando non risulti incompatibile con le sue condizioni di età e salute; procedimenti di cui all’articolo 35 della legge 23 dicembre 1978, n. 833; procedimenti di cui all’articolo 12 della legge 22 maggio 1978, n. 194; procedimenti per l’adozione di ordini di protezione contro gli abusi familiari; procedimenti di convalida dell’espulsione, allontanamento e trattenimento di cittadini di paesi terzi e dell’Unione europea; procedimenti di cui agli articoli 283, 351 e 373 del codice di procedura civile e, in genere, tutti i procedimenti la cui ritardata trattazione può produrre grave pregiudizio alle parti. In quest’ultimo caso, la dichiarazione di urgenza è fatta dal capo dell’ufficio giudiziario o dal suo delegato in calce alla citazione o al ricorso, con decreto non impugnabile e, per le cause già iniziate, con provvedimento del giudice istruttore o del presidente del collegio, egualmente non impugnabile; b) procedimenti di convalida dell’arresto o del fermo, procedimenti nei quali nel periodo di sospensione  scadono i termini di cui all’articolo 304 del codice di procedura penale, procedimenti in cui sono applicate misure di sicurezza detentive o è pendente la richiesta di applicazione di misure di sicurezza detentive e, quando i detenuti, gli imputati, i proposti o i loro difensori espressamente richiedono che si proceda, altresì i seguenti: 1) procedimenti a carico di persone detenute, salvo i casi di sospensione cautelativa delle misure alternative, ai sensi dell’articolo 51-ter della legge 26 luglio 1975, n. 354; 2) procedimenti in cui sono applicate misure cautelari o di sicurezza; 3) procedimenti per l’applicazione di misure di prevenzione o nei quali sono disposte misure di prevenzione; c) procedimenti che presentano carattere di urgenza, per la necessità di assumere prove indifferibili, nei casi di cui all’articolo 392 del codice di procedura penale. La dichiarazione di urgenza è fatta dal giudice o dal presidente del collegio, su richiesta di parte, con provvedimento motivato e non impugnabile.

  4. Nei procedimenti penali in cui opera la sospensione dei termini ai sensi del comma 2 sono altresì sospesi, per lo stesso periodo, il corso della prescrizione e i termini di cui agli articoli 303 e 308 del codice di procedura penale.

  5. Nel periodo di sospensione dei termini e limitatamente all’attività giudiziaria non sospesa, i capi degli uffici giudiziari possono adottare le misure di cui al comma 7, lettere da a) a f) e h).

  6. Per contrastare l’emergenza epidemiologica da COVID-19 e contenerne gli effetti negativi sullo svolgimento dell’attività giudiziaria, per il periodo compreso tra il 16 aprile e il 30 giugno 2020 i capi degli uffici giudiziari, sentiti l’autorità sanitaria regionale, per il tramite del Presidente della Giunta della Regione, e il Consiglio dell’ordine degli avvocati, adottano le misure organizzative, anche relative alla trattazione degli affari giudiziari, necessarie per consentire il rispetto delle indicazioni igienico-sanitarie fornite dal Ministero della salute, anche d’intesa con le Regioni, dal Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri, dal Ministero della giustizia e delle prescrizioni adottate in materia con decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, al fine di evitare assembramenti all’interno dell’ufficio giudiziario e contatti ravvicinati tra le persone. Per gli uffici diversi dalla Corte suprema di cassazione e dalla Procura generale presso la Corte di cassazione, le misure sono adottate d’intesa con il Presidente della Corte d’appello e con il Procuratore generale della Repubblica presso la Corte d’appello dei rispettivi distretti.

  7. Per assicurare le finalità di cui al comma 6, i capi degli uffici giudiziari possono adottare le seguenti misure: a) la limitazione dell’accesso del pubblico agli uffici giudiziari, garantendo comunque l’accesso alle persone che debbono svolgervi attività urgenti; b) la limitazione, sentito il dirigente amministrativo, dell’orario di apertura al pubblico degli uffici anche in deroga a quanto disposto dall’articolo 162 della legge 23 ottobre 1960, n. 1196 ovvero, in via residuale e solo per gli uffici che non erogano servizi urgenti, la chiusura al pubblico; c) la regolamentazione dell’accesso ai servizi, previa prenotazione, anche tramite mezzi di comunicazione telefonica o telematica, curando che la convocazione degli utenti sia scaglionata per orari fissi, nonché l’adozione di ogni misura ritenuta necessaria per evitare forme di assembramento; d) l’adozione di linee guida vincolanti per la fissazione e la trattazione delle udienze; e) la celebrazione a porte chiuse, ai sensi dell’articolo 472, comma 3, del codice di procedura penale, di tutte le udienze penali pubbliche o di singole udienze e, ai sensi dell’articolo 128 del codice di procedura civile, delle udienze civili pubbliche; f) la previsione dello svolgimento delle udienze civili che non richiedono la presenza di soggetti diversi dai difensori e dalle parti mediante collegamenti da remoto individuati e regolati con provvedimento del Direttore generale dei sistemi informativi e automatizzati del Ministero della giustizia. Lo svolgimento dell’udienza deve in ogni caso avvenire con modalità idonee a salvaguardare il contraddittorio e l’effettiva partecipazione delle parti. Prima dell’udienza il giudice fa comunicare ai procuratori delle parti e al pubblico ministero, se è prevista la sua partecipazione, giorno, ora e modalità di collegamento. All’udienza il giudice dà atto a verbale delle modalità con cui si accerta dell’identità dei soggetti partecipanti e, ove trattasi di parti, della loro libera volontà. Di tutte le ulteriori operazioni è dato atto nel processo verbale; g) la previsione del rinvio delle udienze a data successiva al 30 giugno 2020 nei procedimenti civili e penali, con le eccezioni indicate al comma 3; h) lo svolgimento delle udienze civili che non richiedono la presenza di soggetti diversi dai difensori delle parti mediante lo scambio e il deposito in telematico di note scritte contenenti le sole istanze e conclusioni, e la successiva adozione fuori udienza del provvedimento del giudice.

  8. Per il periodo di efficacia dei provvedimenti di cui ai commi 5 e 6 che precludano la presentazione della  domanda giudiziale è sospesa la decorrenza dei termini di prescrizione e decadenza dei diritti che possono essere esercitati esclusivamente mediante il compimento delle attività precluse dai provvedimenti medesimi.

  9. Nei procedimenti penali il corso della prescrizione e i termini di cui agli articoli 303, 308 309, comma 9, 311, commi 5 e 5-bis, e 324, comma 7, del codice di procedura penale e agli articoli 24, comma 2, e 27, comma 6, del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159 rimangono sospesi per il tempo in cui il procedimento è rinviato ai sensi del comma 7, lettera g), e, in ogni caso, non oltre il 30 giugno 2020.

  10. Ai fini del computo di cui all’articolo 2 della legge 24 marzo 2001, n. 89, nei procedimenti rinviati a norma del presente articolo non si tiene conto del periodo compreso tra l’8 marzo e il 30 giugno 2020.

  11. Dal 9 marzo 2020 al 30 giugno 2020, negli uffici che hanno la disponibilità del servizio di deposito telematico anche gli atti e documenti di cui all’articolo 16-bis, comma 1-bis, del decreto legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, sono depositati esclusivamente con le modalità previste dal comma 1 del medesimo articolo. Gli obblighi di pagamento del contributo unificato di cui all’articolo 14 del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, nonché l’anticipazione forfettaria di cui all’articolo 30 del medesimo decreto, connessi al deposito degli atti con le modalità previste dal periodo precedente, sono assolti con sistemi telematici di pagamento anche tramite la piattaforma tecnologica di cui all’articolo 5, comma 2, del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82.

  12. Ferma l’applicazione dell’articolo 472, comma 3, del codice di procedura penale, dal 9 marzo 2020 al 30 giugno 2020, la partecipazione a qualsiasi udienza delle persone detenute, internate o in stato di custodia cautelare è assicurata, ove possibile, mediante videoconferenze o con collegamenti da remoto individuati e regolati con provvedimento del Direttore generale dei sistemi informativi e automatizzati del Ministero della giustizia, applicate, in quanto compatibili, le disposizioni di cui ai commi 3, 4 e 5 dell’articolo 146-bis del decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271.

  13. Le comunicazioni e le notificazioni relative agli avvisi e ai provvedimenti adottati nei procedimenti penali ai sensi del presente articolo, nonché dell’articolo 10 del decreto-legge 2 marzo 2020, n. 9, sono effettuate attraverso il Sistema di notificazioni e comunicazioni telematiche penali ai sensi dell’articolo 16 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, o attraverso sistemi telematici individuati e regolati con provvedimento del Direttore generale dei sistemi informativi e automatizzati del Ministero della giustizia.

  14. Le comunicazioni e le notificazioni degli avvisi e dei provvedimenti indicati al comma 13 agli imputati e alle altre parti sono eseguite mediante invio all’indirizzo di posta elettronica certificata di sistema del difensore di fiducia, ferme restando le notifiche che per legge si effettuano presso il difensore d’ufficio.

  15. Tutti gli uffici giudiziari sono autorizzati all’utilizzo del Sistema di notificazioni e comunicazioni telematiche penali per le comunicazioni e le notificazioni di avvisi e provvedimenti indicati ai commi 13 e 14, senza necessità di ulteriore verifica o accertamento di cui all’articolo 16, comma 10, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221.

  16. Negli istituti penitenziari e negli istituti penali per minorenni, a decorrere dal 9 marzo 2020 e sino alla data del 22 marzo 2020, i colloqui con i congiunti o con altre persone cui hanno diritto i condannati, gli internati e gli imputati a norma degli articoli 18 della legge 26 luglio 1975, n. 354, 37 del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 2000, n. 230, e 19 del decreto legislativo 2 ottobre 2018, n. 121, sono svolti a distanza, mediante, ove possibile, apparecchiature e collegamenti di cui dispone l’amministrazione penitenziaria e minorile o mediante corrispondenza telefonica, che può essere autorizzata oltre i limiti di cui all’articolo 39, comma 2, del predetto decreto del Presidente della Repubblica n. 230 del 2000 e all’articolo 19, comma 1, del decreto legislativo n. 121 del 2018.

  17. Tenuto conto delle evidenze rappresentate dall’autorità sanitaria, la magistratura di sorveglianza può sospendere, nel periodo compreso tra il 9 marzo 2020 ed il 31 maggio 2020, la concessione dei permessi premio di cui all’articolo 30-ter della legge 26 luglio 1975, n. 354, del regime di semilibertà ai sensi dell’articolo 48 della medesima legge e del decreto legislativo 2 ottobre 2018, n. 121.

  18. Le sessioni delle Corti di assise e delle Corti di assise di appello di cui all’articolo 7 della legge 10 aprile 1951, n. 287, in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto, sono prorogate fino alla data del 30 giugno 2020.

  19. In deroga al disposto dell’articolo 1, comma 1, del decreto legislativo 28 febbraio 2008, n. 35, per l’anno  2020 le elezioni per il rinnovo dei componenti del consiglio giudiziario e del consiglio direttivo della Corte di cassazione si svolgono la prima domenica e il lunedì successivo del mese di ottobre.

  20. Per il periodo di cui al comma 1 sono altresì sospesi i termini per lo svolgimento di qualunque attività nei procedimenti di mediazione ai sensi del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28, nei procedimenti di negoziazione assistita ai sensi del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 132, convertito, con modificazioni, dalla legge 10 novembre 2014, n. 162, nonché in tutti i procedimenti di risoluzione stragiudiziale delle controversie regolati dalle disposizioni vigenti, quando i predetti procedimenti siano stati promossi entro il 9 marzo 2020 e quando costituiscono condizione di procedibilità della domanda giudiziale. Sono conseguentemente sospesi i termini di durata massima dei medesimi procedimenti.

  21. Le disposizioni del presente articolo, in quanto compatibili, si applicano altresì ai procedimenti relativi alle commissioni tributarie e alla magistratura militare.

  22. Sono abrogati gli articoli 1 e 2 del decreto-legge 8 marzo 2020, n. 11.

Quali sono i criteri interpretativi ed applicativi delle disposizioni sopra riportate?

Andiamo per gradi: il provvedimento prevede la sospensione di 38 (trentotto) giorni a decorrere dal 9 marzo 2020 fino al 15 aprile 2020. Per il periodo successivo (16 aprile – 30 giugno 2020), la trattazione dei processi andrà regolamentata secondo le prescrizioni di sicurezza di cui al punto 7 lettera a-f del decreto.

Ne deriva, quindi, che per il medesimo periodo (09 marzo – 15 aprile) sono rinviate d’ufficio le udienze civili ordinarie, che andranno fissate a data successiva, e sono sospesi anche i termini per il compimento di qualsiasi atto.

Ciò vuol dire, quindi, che in detto lasso di tempo, la sospensione riguarda tutti gli atti processuali, quali atti di citazione, ricorsi introduttivi, ricorsi per Cassazione, azioni revocatorie, opposizioni di terzo, regolamenti di competenza, chiamate in causa del terzo, riassunzioni di giudizi, opposizioni a decreto ingiuntivo, appelli ed impugnazioni, nonché i termini per la costituzione in giudizio e tutti i termini endoprocessuali, quali memorie ex art. 183, sesto comma, c.p.c., comparse conclusionali e note di replica ex art. 190 c.p.c.

Vanno ricompresi in tale elenco anche i termini per l’iscrizione a ruolo delle cause, per cui, nel caso in cui questo vada a cadere nel periodo di sospensione sopra riportato, il loro decorso deve essere postergato alla fine del periodo stesso e riprenderà il 16 aprile.

Particolare attenzione va riservata ai termini da computarsi a ritroso, che certamente rientrano nella sospensione in questione.

Pertanto, nel caso in cui dovessero ricadere in tale periodo, in tutto o in parte, essi devono essere differiti e decorreranno da una nuova udienza fissata dopo la sospensione in modo da consentire il loro rispetto.

Procedimenti di famiglia.

Per tale materia, pur in mancanza di chiarezza nella disposizione in esame, si deve ritenere che anche le udienze di separazione e divorzio (udienze Presidenziali; prime comparizioni; procedimenti camerali; udienze istruttorie) rientrino in tale sospensione, fatta salva la possibilità del difensore di depositare istanza motivata attestante l’urgenza e la facoltà discrezionale del Giudice di trattare comunque la causa.

Procedimenti civili minorili.

Essi NON rientrano nella sospensione. Pertanto, verranno trattati solo quelli di carattere urgente secondo il Collegio, mentre gli altri saranno rinviati su richiesta di almeno una delle parti

Procedimenti in materia locatizia.

Tutti i suddetti processi, anche riguardanti la morosità, rientrano nella sospensione di cui al D.L. n. 18/2020, siano essi in fase speciale che in fase ordinaria.

Procedimenti cautelari.

Anche tali tipi di procedimento rientrano nella sospensione di cui si tratta, ad eccezione di quelli riguardanti i diritti fondamentali della persona, qualora sussista il pericolo di grave pregiudizio alle parti.

In detta categoria devono ritenersi ricomprese anche le istanze di sospensione dei provvedimenti giudiziari di cui agli articoli 283 c.p.c.(sospensione delle efficacia esecutive o della esecuzione della sentenza o della sua esecuzione); 351 c.p.c. (richiesta di sospensione prima della udienza di comparizione); 373 c.p.c. (istanza di sospensione della esecuzione della sentenza in Cassazione).

Procedimenti di lavoro e licenziamento.

La sospensione in questione è prevista anche per il diritto del lavoro, e devono pertanto, ritenersi ricomprese anche le relative azioni giudiziali, ivi comprese quelle aventi ad oggetto le impugnative di licenziamento.

Procedimenti civili relativi alla circolazione stradale.

Secondo le disposizioni del D.L. n. 18/2020, fino al 31 luglio 2020, sono prorogati di ulteriori 60 giorni i termini di cui all’art. 148, commi 1 e 2 del D.Lgs. 7 novembre 2005 n. 209, per la formulazione dell’offerta o della motivata contestazione, nei casi di necessario intervento di un perito o di un medico-legale, ai fini della valutazione del danno alle cose o alle persone.

Pertanto, ai fini della proponibilità della domanda in materia di circolazione di veicoli e natanti il termine originariamente previsto di giorni 60 per i danni a cose e di giorni 90 per le lesioni personali, è aumentato solo per le costituzioni in mora inviate dalla entrata in vigore del Decreto “Cura Italia” e fino al 31 luglio 2020, di ulteriori 60 giorni.

Procedimenti in materia condominiale.

Detti procedimenti, ivi compresi quelli di opposizioni a delibera assembleare, sono sospesi con i medesimi criteri previsti per le cause civili ordinarie.

Compimento delle operazioni peritali.

Nella nozione di “tutti i termini procedurali” di cui al D.L. n. 18/2020, vanno considerati anche quelli relativi al compimento delle operazioni peritali, con conseguente differimento sia della data del primo accesso (o eventuali successivi accessi), sia del termine per il deposito della bozza, delle eventuali osservazioni e dell’elaborato peritale definitivo.

Procedimenti di mediazione e negoziazione assistita.

Tutti i procedimenti di tal genere, quali condizione di procedibilità dell’azione, sono stati per la prima volta disciplinati dal dl in esame, per cui anch’essi rientrano nella sospensione di cui al provvedimento in esame.

Procedure di opposizione all’esecuzione e/o agli atti esecutivi.

Rientra nella sospensione dal 9 marzo 2020 al 15 aprile 2020 anche il termine per la proposizione delle opposizioni in esame, che resta sospeso per 38 giorni e inizierà o decorrerà dal 16/04/2020 per la parte residua.

Procedure esecutive immobiliari e mobiliari.

Anche dette procedure rientrano nel periodo di sospensione dal 9 marzo 2020 al 15 aprile 2020 considerato l’espresso richiamo di tutti i “procedimenti esecutivi”, art. 83, comma 2, D.L. n. 18/2020.

Procedimenti per rilascio e consegna immobile.

Il provvedimento in esame dispone espressamente che l'esecuzione dei provvedimenti di rilascio degli immobili, anche a uso abitativo, è sospesa fino al 30 giugno 2020.

Procedimenti tributari.

In detta materia, considerata l’ordinaria applicazione della cd. Sospensione feriale, si deve ritenere applicabile, anche per il presente periodo, la sospensione prevista dal Decreto Cura Italia e ciò in virtù del suo carattere straordinario dovuto alla pandemia da COVID-19.

Termini per emettere provvedimenti giudiziari da parte degli uffici.

Ai sensi dell’art. 83, secondo comma, del D.L. in esame, sono sospesi anche i termini per l’adozione dei provvedimenti giudiziari e per l’eventuale deposito delle motivazioni.

Prescrizioni e decadenze.

All’art. 83, numero 8, il D.L. Cura Italia ha considerato espressamente tali ipotesi, disponendo la sospensione anche della decorrenza dei termini di prescrizione e decadenza dei diritti che possono essere esercitati esclusivamente mediante le azioni precluse dalla sospensione.

Materie civili che sono escluse dalla sospensione.

Per quei procedimenti non ricompresi nella sospensione ed elencati nel D.L. n. 18/2020, può essere disposto lo svolgimento delle udienze con la sola presenza delle parti e dei difensori, mediante collegamenti da remoto individuati e regolati con provvedimento del Direttore generale dei sistemi informativi e automatizzati del Ministero della Giustizia.

Letto 66 volte Ultima modifica il Giovedì, 26 Marzo 2020 15:33

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