Lunedì, 16 Maggio 2022 08:56

Le sollecitazioni dei ricorrenti principali, rivolte al giudice del rinvio, ad una più favorevole liquidazione delle spese: doamnde nuove?

Scritto da Avv. Giulio Costanzo
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La Suprema Corte di Cassazione, con l’Ordinanza n. 3798 del 07/02/2022, ha statuito che le sollecitazioni dei ricorrenti principali ad una più favorevole liquidazione delle spese, all'adozione di un diverso parametro tariffario e alla riconsiderazione del valore della controversia non danno vita a domande nuove, costituendo mere indicazioni per orientare il potere officioso del giudice del rinvio di liquidazione delle spese di lite.

La S.C., con l’Ordinanza n. 3798 del 07/02/2022, è tornata sul tema del divieto di domande nuove in appello.

Ai sensi dell’art. 345 c.p.c. << Nel giudizio d'appello non possono proporsi domande nuove e, se proposte, debbono essere dichiarate inammissibili d'ufficio. Possono tuttavia domandarsi gli interessi [1282 ss. c.c.], i frutti [820 c.c.] e gli accessori maturati dopo la sentenza impugnata, nonché il risarcimento dei danni sofferti dopo la sentenza stessa.

Non possono proporsi nuove eccezioni, che non siano rilevabili anche d'ufficio.

Non sono ammessi nuovi mezzi di prova e non possono essere prodotti nuovi documenti, salvo [che il collegio non li ritenga indispensabili ai fini della decisione della causa ovvero] che la parte dimostri di non aver potuto proporli o produrli nel giudizio di primo grado per causa ad essa non imputabile. Può sempre deferirsi il giuramento decisorio >>.

L’art. 345 c.c. primo comma pone il divieto di proposizione di nuove domande in appello, le quali devono essere dichiarate inammissibili d’ufficio.

Si ha una domanda nuova << quando i nuovi elementi, dedotti innanzi al giudice di secondo grado, comportino il mutamento dei fatti costitutivi del diritto azionato, modificando l'oggetto sostanziale dell'azione e i termini della controversia, in modo da porre in essere, in definitiva, una pretesa diversa, per la sua intrinseca essenza, da quella fatta valere in primo grado e sulla quale non si è svolto in quella sede il contraddittorio >> (Cass. Civ., sez. II, 06.06.2017 n. 14023).

Il provvedimento che dichiara inammissibile l'appello è una pronuncia di rito e non preclude, pertanto, la riproponibilità della domanda in un autonomo e separato giudizio di primo grado.

Non sono, invece, considerate domande "nuove" in quanto svolgimento delle domande proposte in primo grado:

  • la richiesta di restituzione di quanto eventualmente corrisposto in esecuzione della sentenza di primo grado;
  • le domande proposte dai terzi intervenuti ex art. 344 del c.p.c.;
  • quelle che derogano al divieto per legge, come il caso previsto dall'art. 1453, comma 2 c.c., secondo il quale è possibile trasformare in domanda di risoluzione l'originaria domanda di adempimento (la giurisprudenza, però, richiede che non vengano dedotti nuovi fatti costitutivi).

La S.C. di Cassazione, con l’Ordinanza n. 3798 del 07/02/2022, è tornata sul relativo tema circa le sollecitazioni dei ricorrenti principali, rivolte al giudice del rinvio, ad una più favorevole liquidazione delle spese ed ha così enucleato il seguente principio di diritto: “Il giudice del rinvio è tenuto a rinnovare totalmente la regolamentazione delle spese del giudizio di appello, anche in caso di cassazione parziale della sentenza, in quanto l'annullamento, seppur limitato ad un solo capo di essa, si estende alla statuizione relativa alle spese processuali. Sicché le sollecitazioni dei ricorrenti principali ad una più favorevole liquidazione delle spese, all'adozione di un diverso parametro tariffario e alla riconsiderazione del valore della controversia non danno vita a domande nuove, costituendo mere indicazioni per orientare il potere officioso del giudice di liquidazione delle spese di lite“.

Alla luce di tale pronunzia emerge, ergo, che non danno vita a domande nuove le sollecitazioni dei ricorrenti principali ad una più favorevole liquidazione delle spese, all'adozione di un diverso parametro tariffario e alla riconsiderazione del valore della controversia, in quanto trattasi di mere indicazioni per orientare il potere officioso del giudice del rinvio di liquidazione delle spese di lite.

Letto 73 volte Ultima modifica il Lunedì, 16 Maggio 2022 09:02

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