Martedì, 17 Novembre 2020 11:09

Legittima difesa: distinzione fra processo penale e processo civile

Scritto da Avv. Giulio Costanzo
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La Suprema Corte di Cassazione, con Ordinanza n. 18094 del 31/08/2020, ha statuito che in tema di legittima difesa, mentre nel giudizio penale la "semiplena probatio" in ordine alla sussistenza di siffatta scriminante comporta l'assoluzione dell'imputato, nel giudizio civile, invece, il dubbio si risolve in danno del soggetto che la invoca e su cui incombe il relativo onere della prova.

La S.C., con Ordinanza n. 18094 del 31/08/2020, è tornata sulla distinzione fra processo penale e processo civile per quanto concerne la legittima difesa e il relativo regime probatorio.

Ai sensi dell’art. 2044 c.c. “Non è responsabile chi cagiona il danno per legittima difesa di sé o di altri [52 c.p.]. Nei casi di cui all'articolo 52, commi secondo, terzo e quarto, del codice penale, la responsabilità di chi ha compiuto il fatto è esclusa. Nel caso di cui all'articolo 55, secondo comma, del codice penale, al danneggiato è dovuta una indennità la cui misura è rimessa all'equo apprezzamento del giudice, tenuto altresì conto della gravità, delle modalità realizzative e del contributo causale della condotta posta in essere dal danneggiato”.

I requisiti affinchè ricorra un caso di legittima difesa sono: un'aggressione illegittima al soggetto o al suo patrimonio; un pericolo attuale ed inevitabile; una difesa diretta a far venir meno l'aggressione, purchè sia proporzionata all'offesa.

In tema di risarcimento dei danni, l'art. 2044 c.c. rinvia sostanzialmente, per la nozione di legittima difesa, quale situazione idonea ad escludere la responsabilità civile per fatto illecito, all'art. 52 c.p., che richiede la sussistenza della necessità di difendere un diritto proprio o altrui contro il pericolo attuale di un'offesa ingiusta, sempreché vi sia proporzionalità tra la difesa e l'offesa, da valutarsi "ex ante". L'identità concettuale tra l'art. 52 c.c. e l'art. 2044 c.c., deve, comunque, confrontarsi, oltre che con il "favor rei" che ha valenza generale in materia penale, con le diverse regole che presiedono la formazione della prova nel processo civile e penale.

I Giudici di Piazza Cavour, di recente, sono tornati sul corrispondente tema, e con Ordinanza n. 18094 del 31/08/2020, hanno così confermato il seguente principio di diritto: “In tema di legittima difesa, mentre nel giudizio penale la "semiplena probatio" in ordine alla sussistenza di siffatta scriminante comporta l'assoluzione dell'imputato ex art. 530, comma 3, c.p.p., nel giudizio civile, al contrario, il dubbio si risolve in danno del soggetto che la invoca e su cui incombe il relativo onere della prova”.

Alla luce di tale pronunzia emerge, ergo, che in tema di legittima difesa, mentre nel giudizio penale la "semiplena probatio" in ordine alla sussistenza di siffatta scriminante comporta l'assoluzione dell'imputato, nel giudizio civile, invece, il dubbio si risolve in danno del soggetto che la invoca e su cui incombe il relativo onere della prova.

Letto 82 volte Ultima modifica il Martedì, 17 Novembre 2020 11:15

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