Giovedì, 02 Maggio 2024 15:17

Violazione del diritto all’autodeterminazione

Scritto da Avv. Giulio Costanzo
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La Suprema Corte di Cassazione, con Ordinanza n. 2539 del 26/01/2024, ha statuito che, in tema di danno da lesione del diritto all'autodeterminazione, ai fini della liquidazione equitativa, le tabelle predisposte dal Tribunale di Milano, non avendo valore normativo, non vincolano il giudice al rispetto degli importi ivi indicati, ma comunque costituiscono un valido parametro di riferimento per una valutazione che sia il più possibile conformata al caso concreto.

La S.C., con Ordinanza n. 2539 del 26/01/2024, ha trattato il delicato tema del consenso informato in ambito medico-sanitario.

Ai sensi del comma 2 dell’art. 32 della Costituzione “Nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge".

Ne discende, ergo, il diritto del malato a decidere in piena coscienza e libertà se, da chi e come farsi curare.

Nessun trattamento sanitario - salvo specifici casi - può essere compiuto o proseguito in difetto del previo ed esplicito consenso manifestato dal soggetto interessato.

Tali principi trovano ulteriore conferma e specificazione nell’articolo 33 della legge n. 833 del 1978, istitutiva del Servizio sanitario nazionale, che stabilisce che gli accertamenti ed i trattamenti sanitari sono di norma volontari; qualora previsti, i trattamenti sanitari obbligatori devono comunque rispettare la dignità della persona, i diritti civici e politici, compreso, per quanto possibile, il diritto alla libera scelta del medico e del luogo di cura.

Il diritto all’autodeterminazione si sostanzia, ergo, nella possibilità concessa alla persona titolare, di scegliere liberamente in ordine ad atti che coinvolgono il proprio corpo e le proprie aspettative di salute e di vita: il titolare del diritto potrà, quindi, liberamente rifiutare un trattamento sanitario, ricorrendo qualora ce ne siano i presupposti, a tutti gli strumenti offerti dal nostro ordinamento per esercitare questa libero potere all’autodeterminazione.

Stante la delicatezza di tale tema, numerose sono le diatribe sorte, soprattutto per quanto concerne il risarcimento dei danni subiti.

I Giudici di Piazza Cavour, con Ordinanza n. 2539 del 26/01/2024, sono tornati sul presente tema ed hanno così enucleato il seguente principio di diritto:In tema di danno da lesione del diritto all'autodeterminazione, ai fini della liquidazione equitativa, le tabelle predisposte dal Tribunale di Milano, non avendo valore normativo, non vincolano il giudice al rispetto degli importi ivi indicati; esse, tuttavia, costituiscono un valido parametro di riferimento per una valutazione che sia il più possibile conformata al caso concreto”.

Alla luce di tale pronunzia emerge, ergo, che in tema di danno da lesione del diritto all'autodeterminazione, ai fini della liquidazione equitativa, le tabelle predisposte dal Tribunale di Milano, non avendo valore normativo, non vincolano il giudice al rispetto degli importi ivi indicati, ma comunque costituiscono un valido parametro di riferimento per una valutazione che sia il più possibile conformata al caso concreto.

Avv. Giulio Costanzo
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