Lunedì, 18 Marzo 2024 12:31

La responsabilità della banca

Scritto da Avv. Giulio Costanzo
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La Suprema Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 3780 del 12/02/2024, ha statuito che la responsabilità della banca per operazioni effettuate a mezzo di strumenti elettronici, con particolare riguardo alla verifica della loro riconducibilità alla volontà del cliente mediante il controllo dell'utilizzazione illecita dei relativi codici da parte di terzi, ha natura contrattuale e, quindi, va esclusa solo se ricorre una situazione di colpa grave dell'utente.

La S.C., con Sentenza n. 3780 del 12/02/2024, è tornata sul peculiare tema della responsabilità della banca.

Numerosi sono i casi di “vishing” e di “spoofing”.

Il significato di ‘vishing’ deriva dalla crasi di ‘voice’ e ‘phishing’: è simile al phishing, solo che avviene per telefono o tramite messaggio vocale e rientra fra i crimini informatici perché è una tecnica usata dai truffatori per accedere al denaro o ai dati personali delle vittime.

Tra le tecniche di approccio particolarmente diffuse vi è quella del “Conto corrente compromesso”: i truffatori/hacker chiamano il correntista per comunicare che il conto è stato compromesso e rischia di subire un attacco informatico.

Lo spoofing, invece, è una particolare tipologia di attacco che consente a un attore malevolo di nascondere la propria identità per risultare “affidabile” alla vittima designata e ottenere accesso a informazioni riservate e dati sensibili.

L’istituto di credito è infatti tenuto ad adottare tutte le misure necessarie per evitare operazioni non autorizzate e truffe ai danni del correntista (Cass. sent. n. 2950/17 del 3.02.2017; Trib. Roma, sent. n. 16221/16 del 31.08.2016; Cass. sent. n. 10638/2016);

Il professionista è tenuto ad assumere una condotta improntata ai canoni di diligenza aggravata.

I Giudici di Piazza Cavour, con Sentenza n. 3780 del 12/02/2024, di recente sono tornati sul corrispondente tema, confermando la decisione di merito che aveva ritenuto gravante su Poste Italiane S.p.a., ai fini della non riferibilità al cliente delle operazioni fraudolente eseguite con la sua carta Postepay, la dimostrazione della previa adozione di mezzi di prevenzione dell'uso illecito dei sistemi elettronici di pagamento, quali, ad esempio, l'invio al titolare della carta di appositi sms alert di conferma di ogni singola operazione, enucleando il seguente principio di diritto: La responsabilità della banca per operazioni effettuate a mezzo di strumenti elettronici, con particolare riguardo alla verifica della loro riconducibilità alla volontà del cliente mediante il controllo dell'utilizzazione illecita dei relativi codici da parte di terzi, ha natura contrattuale e, quindi, va esclusa solo se ricorre una situazione di colpa grave dell'utente”.

Alla luce di tale pronunzia emerge, ergo, che la responsabilità della banca per operazioni effettuate a mezzo di strumenti elettronici, con particolare riguardo alla verifica della loro riconducibilità alla volontà del cliente mediante il controllo dell'utilizzazione illecita dei relativi codici da parte di terzi, ha natura contrattuale e, quindi, va esclusa solo se ricorre una situazione di colpa grave dell'utente.

 

 Avv. Giulio Costanzo
Letto 85 volte Ultima modifica il Lunedì, 18 Marzo 2024 12:35

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