Giovedì, 17 Marzo 2022 09:56

Risarcimento del danno per indebita segnalazione alla Centrale Rischi della Banca d’Italia

Scritto da Avv. Giulio Costanzo
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Banca d'Italia Banca d'Italia

La Suprema Corte di Cassazione, con l’Ordinanza n. 3130 del 09/02/2021, ha statuito che in tema di risarcimento del danno derivante da illegittima segnalazione alla Centrale dei Rischi della Banca d'Italia, il giudice, per stabilire se una banca abbia correttamente o meno comunicato l'inadempimento di una obbligazione del cliente, deve stabilire con valutazione "ex ante" se, al momento in cui il medesimo cliente ha rifiutato detto adempimento, i motivi del rifiuto apparissero oggettivamente non infondati e prospettati in buona fede, gravando l'onere della relativa prova su chi domanda il risarcimento.

 La Cassazione, con l’Ordinanza n. 3130 del 09/02/2021, è intervenuta sulla delicata questione concernente il danno patrimoniale derivante da indebita iscrizione alla CR.

La Centrale dei rischi (CR) è una banca dati, ossia un archivio di informazioni, sui debiti di famiglie e imprese verso il sistema bancario e finanziario, gestita dalla Banca d’Italia.

Sono registrati in CR i finanziamenti (mutui, prestiti personali, aperture di credito, ecc.) e le garanzie quando l’importo che il cliente deve restituire supera i 30.000 euro, la soglia di censimento.

Questa soglia si abbassa a euro 250 se il cliente ha gravi difficoltà nel pagare il suo debito, ossia è in sofferenza.

Banche, società finanziarie e altri intermediari che concedono finanziamenti e garanzie o ricevono garanzie (o acquistano da altri intermediari finanziamenti o garanzie già registrati) sono tenuti per legge a partecipare alla CR con l’invio di informazioni: essi vengono definiti “intermediari partecipanti alla CR”.

Per ciascun cliente, la CR raccoglie ogni mese informazioni da tutti gli intermediari partecipanti; una volta raccolte queste informazioni, la CR le “restituisce”, sempre ogni mese, agli intermediari partecipanti, in modo tale che essi siano a conoscenza dell’indebitamento complessivo dei loro clienti e della regolarità o meno dei loro pagamenti.

Gli obiettivi della Centrale Rischi sono:

  • migliorare il processo di valutazione del merito di credito della clientela;
  • innalzare la qualità del credito concesso dagli intermediari;
  • rafforzare la stabilità finanziaria del sistema creditizio.

Chi viene segnalato per situazioni debitorie non sanate passerà dalla semplice difficoltà nell’ottenere crediti da banche e intermediari (se gli sono imputati piccoli ritardi nel pagamento delle rate), alla totale negazione di ulteriore credito in situazioni più gravi di sofferenza e insolvenza.

La Suprema Corte di Cassazione, di recente, è intervenuta sul relativo tema decidendo su di un caso ove il ricorrente denunciava che la Corte territoriale non avesse tenuto conto del fatto che il danno non patrimoniale, da illecita segnalazione alla centrale rischi della Banca d’Italia, secondo un certo indirizzo giurisprudenziale, va considerato “in re ipsa” e che, comunque, sussiste una presunzione che l’avvenuta segnalazione provochi un pregiudizio ad alcuni diritti fondamentali dell’individuo, come la reputazione, l’onore, l’immagine sociale e professionale, di per sé risarcibile e da liquidarsi, poi, equitativamente. Riteneva, quanto al ristoro del danno patrimoniale, che si dovesse ritener consentito, anche in questo caso, il ricorso a presunzioni, soprattutto in relazione al danno da mancato guadagno e da perdita di chance.

I Giudici di Piazza Cavour, con l’Ordinanza n. 3130 del 09/02/2021, hanno così enunciato il seguente principio di diritto: “In tema di risarcimento del danno derivante da illegittima segnalazione alla Centrale dei Rischi della Banca d'Italia, il giudice, per stabilire se una banca abbia correttamente o meno comunicato l'inadempimento di una obbligazione del cliente, non deve limitarsi a valutare "ex post" se, all'esito del giudizio tra tale banca e lo stesso cliente, le eccezioni da quest'ultimo frapposte all'adempimento dei propri obblighi si siano rivelate infondate, ma è tenuto a stabilire, con valutazione "ex ante", se, al momento in cui il medesimo cliente ha rifiutato detto adempimento, i motivi del rifiuto apparissero oggettivamente non infondati e prospettati in buona fede, gravando l'onere della relativa prova su chi domanda il risarcimento”.

Alla luce di tale pronunzia emerge, ergo, che in tema di risarcimento del danno derivante da illegittima segnalazione alla Centrale dei Rischi della Banca d'Italia, il giudice, per stabilire se una banca abbia correttamente o meno comunicato l'inadempimento di una obbligazione del cliente, deve stabilire con valutazione "ex ante" se, al momento in cui il medesimo cliente ha rifiutato detto adempimento, i motivi del rifiuto apparissero oggettivamente non infondati e prospettati in buona fede, gravando l'onere della relativa prova su chi domanda il risarcimento.

Letto 169 volte Ultima modifica il Giovedì, 17 Marzo 2022 10:03

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