Venerdì, 25 Settembre 2020 08:27

Si può accedere ai documenti reddituali della ex coniuge?

Scritto da Avv. Giulio Costanzo
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Il Consiglio di Stato con la sentenza n.5910/2019, rigetta l’appello proposto dall’Agenzia delle Entrate ponendo un taglio netto con l’orientamento del passato appoggiando il diritto dell’accesso agli atti

Il Consiglio di Stato sezione IV, con la sentenza n. 5910/2019, ha rigettato l’appello proposto dall’Agenzia delle Entrate ed ha riconosciuto al soggetto richiedente il diritto di accesso agli atti.

Per capire come e perché la Sezione sia arrivata a tale decisione dobbiamo procedere con ordine.

Il protagonista di questa vicenda aveva in pendenza di fronte il Tribunale di Nola (Na) un procedimento di separazione, e per supportare le proprie richieste istruttorie chiedeva a mezzo istanza all’Agenzia delle Entrate competente, l’accesso agli atti reddituali relativi alla coniuge.

Tale istanza tuttavia, seppur formalmente richiesta ai sensi della l. n. 241/1990, non veniva accolta con il silenzio-rigetto da parte dell’ Agenzia.

Dunque, l’stante che aveva bisogno di quei dati come produzione di prove nel procedimento summenzionato, impugnava il silenzio rigetto di fronte al T.a.r. Campania, chiedendo in particolare l’accertamento del suo diritto ad accedere alla documentazione richiesta.

Il T.a.r. Campania, rigettava una parte del ricorso ritenuto generico, ed accoglieva la parte restante partendo da due presupposti fondamentali.

La documentazione richiesta contenuta nell’Anagrafe Tributaria è soggetta unicamente alla disciplina ordinaria, pertanto nel contesto in cui l’istanza era presentata il diritto di accesso è assolutamente applicabile.

Inoltre, secondo le considerazioni del Tribunale amministrativo, la l. n. 241/1990 ed in particolar modo l’art. 22 e ss. chiarisce in modo inequivocabile la possibilità del privato cittadino di ottenere dati a lui utili, una facoltà che non deve essere subordinata ad altra azione giudicante.

Data la sentenza, l’Agenzia delle Entrate ne chiedeva l’annullamento, adducendo quale unico motivo l’errore in giudicando con la violazione o falsa applicazione dell’art 22 della l. n. 241/1990.

Il Consiglio di Stato con la sentenza n. 5910/2019 ha rigettato l’Appello promosso dall’ Agenzia, ritenendo i motivi non fondati, disponendo pertanto l’accesso agli atti richiesti dal soggetto.

Nella sostanza, a seguito della sentenza si è creato un vero e proprio contrasto Giurisprudenziale, in quanto la stessa sezione nel 2014 con la sentenza n. 2472, si orientava in favore dell’applicabilità del diritto di accesso, indipendentemente dalle forme previste dal codice di procedura civile, ma in seguito con la sentenza n. 3461/2017 tale orientamento veniva totalmente cambiato, subordinando la richiesta per l’accesso agli atti ad una decisione del Giudice Civile.

La sezione IV del Consiglio adita nel 2019, parte da una considerazione precisa, in quanto analizza la posizione del richiedente visto non come mero estraneo ma titolare di una posizione qualificata avendo un interesse ben preciso atto a tutelare gli interessi suoi e quelli del figlio minorenne.

Inoltre il Consiglio di Stato, a differenza dell’ Agenzia delle entrate, non pone una vera differenziazione tra i documenti amministrativi che si vogliono acquisire ( purchè siano atti e documenti accessibili ai sensi della l. n. 241/1990), definendoli e qualificandoli sostanzialmente come atti amministrativi con natura amministrativa.

Partendo quindi da questa considerazione se l’orientamento a cui aderire fosse quello dell’escludere l’accesso, rimettendo le varie situazioni nelle mani e nella discrezionalità dei giudici istruttori, il privato cittadino verrebbe limitato di una buona fetta di libertà per azione il suo diritto di accesso agl’atti amministrativi.

Pertanto, poiché l’Agenzia delle Entrate nella prassi quotidiana e senza tener conto delle pronunce più recenti sulla questione, continua a rigettare le richieste di accesso, si è preferito rimettere tale circostanza all’Adunanza Plenaria.

Restiamo quindi in attesa della pronuncia definitiva in merito all’applicabilità della normativa sull’accesso agl’atti.

To be continued……..

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