Giovedì, 15 Luglio 2021 08:56

E’ provata fino a querela di falso la sottoscrizione da parte del giudice della sentenza redatta in formato elettronico

Scritto da Avv. Giulio Costanzo
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Sentenza Sentenza

La Suprema Corte di Cassazione, con l’Ordinanza n. 11306 del 29/04/2021, ha statuito che deve ritenersi provata fino a querela di falso la sottoscrizione da parte del giudice della sentenza redatta in formato elettronico, quando su ogni pagina della copia estratta su supporto analogico vi siano coccarda e stringa che attestano la presenza della firma digitale.

La S.C., con l’Ordinanza n. 11306 del 29/04/2021, è tornata sulla tormentata questione relativa alla validità, o meno, anche probatoria della sottoscrizione digitale della Sentenza fino a querela di falso.

L’istituto della querela di falso è, invece, disciplinato dagli articoli 221 ss. c.p.c.: si può proporre sia in via incidentale (ossia all'interno del procedimento in cui il documento è stato prodotto), sia in via principale instaurando un autonomo procedimento per far dichiarare la non autenticità del documento. Oggetto della querela di falso è un atto pubblico o una scrittura privata riconosciuta, autenticata o verificata. Legittimato a proporrla è chiunque abbia interesse a contrastare l'efficacia probatoria di un documento munito di fede privilegiata in relazione ad una pretesa che su esso si fondi.

La querela di falso è, quindi, uno strumento per verificare la validità probatoria e non che, ad oggi, rappresenta ancora un istituto controverso e oggetto di abusi.

Di recente, i Giudici di Legittimità sono tornati sulla relativa questione, addirittura su di una Sentenza sottoscritta digitalmente.

Ricordiamo che la Sentenza che non sia sottoscritta dal giudice è nulla e che, pertanto, ciò rappresentava il nodo cruciale della questione affrontata dagli Ermellini.

Ordinanza n. 11306 del 29/04/2021

I Giudici di Piazza Cavour, pertanto, con l’Ordinanza n. 11306 del 29/04/2021, hanno enucleato il seguente principio di diritto: La sentenza redatta in formato elettronico, recante la firma digitale del giudice a norma dell'art. 15 del d.m. 21 febbraio 2011, n. 44, non è affetta da nullità per difetto di sottoscrizione, attesa l'applicabilità al processo civile e ai documenti informatici adottati nel suo ambito del d.lgs. n. 82 del 2005 (cd. "Codice dell'amministrazione digitale"), sicché, in applicazione dell'art. 23 d.lgs. cit., deve ritenersi provata fino a querela di falso la sottoscrizione da parte del giudice della sentenza redatta in formato elettronico, quando su ogni pagina della copia estratta su supporto analogico vi siano i segni grafici (coccarda e stringa) che attestano la presenza della firma digitale.

Alla luce di tale pronunzia emerge, ergo, che deve ritenersi provata fino a querela di falso la sottoscrizione da parte del giudice della sentenza redatta in formato elettronico, quando su ogni pagina della copia estratta su supporto analogico vi siano coccarda e stringa che attestano la presenza della firma digitale.

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