Giovedì, 19 Settembre 2019 11:07

Errata compilazione del modello F24: la banca deve risarcire i danni da tardiva comunicazione

Scritto da Avv. Giulio Costanzo
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Modelo di pagamento F24 Modelo di pagamento F24

Quando la Banca è responsabile in virtù del rapporto di mandato intercorrente con il proprio cliente                                           

Errata compilazione del modulo F24 da parte del correntista: responsabilità della Banca e relative conseguenze

Come noto, i rapporti tra cliente e proprio istituto bancario non sempre sono limpidi e sereni e, molto spesso, invece, sono caratterizzati (a torto o a ragione) da numerosi malumori dovuti a (vere o presunte) inefficienze della Banca e dei suoi dipendenti, che spesso e volentieri sfociano in defatiganti ed annosi giudizi finalizzati (si spera) alla tutela del cittadino.

È questo il caso di una signora che, quale correntista presso un noto istituto di credito, versava le somme dovute a titolo di IRPEF mediante modulo F24, il quale, tuttavia, era risultato compilato in maniera non corretta ed incompleta.

Di tale circostanza, la cliente era venuta a conoscenza solo in un momento successivo alla presentazione del predetto modello allo sportello della Banca, sicchè citava in giudizio quest’ultima onde chiederne la condanna al risarcimento dei danni conseguenti all'omessa comunicazione dell'esito negativo del mandato bancario, sia con riferimento alla disciplina del mandato stesso, sia con riferimento al rapporto di conto corrente e ai conseguenti obblighi informativi.

Il Giudice di Pace adito in primo grado rigettava la domanda, ritenendo responsabile in via esclusiva la cliente per l’errata compilazione del modello F24.

Avverso detta sentenza, la signora proponeva appello ed il Tribunale confermava la decisione di primo grado, sostenendo che sull’istituto bancario non incombeva alcuna responsabilità nell'errata compilazione del modulo che doveva, invece, ricadere unicamente sulla cliente per la sua condotta negligente, e che, in ogni caso, i doveri informativi erano stati assolti dalla Banca con l'annotazione dello storno e con la successiva comunicazione dell'estratto conto.

La cliente, allora, ha proposto ricorso innanzi alla Suprema Corte di Cassazione, denunciando, con un unico motivo, la violazione o falsa applicazione di legge in relazione agli art. 1856, comma 1, 1710, 1175, 1176,1375, 1710, 1713,1718,1732,1713, 2059 c.c. e agli artt.2, comma e 18, comma 1, delle Norme regolanti i conti correnti di corrispondenza e servizi connessi, e sostenendo che la Banca aveva violato le norme in materia di mandato e gli obblighi derivanti dal contratto di conto corrente e relativi all’immediata informativa da dare al correntista.

Ebbene, gli Ermellini, con ordinanza n. 20640 del 31 luglio 2019 hanno accolto il ricorso della correntista, ritenendo fondate le censure mosse nei confronti dell’istituto di credito.

La Suprema Corte, invero, ha precisato che l'adempimento del mandato esige e ricomprende non solo il diligente compimento, da parte del mandatario, degli atti per i quali il mandato stesso è stato conferito, ma anche degli atti preparatori e strumentali, nonché di quelli ulteriori che, dei primi, costituiscano il necessario complemento, e comporta altresì il dovere di informare tempestivamente il mandante della eventuale mancanza o inidoneità dei documenti occorrenti all'esatto espletamento dell'incarico (Cass. Sez. 1, n. 2149 del 25/02/2000).

Il mandatario, inoltre, tenuto al compimento, con la diligenza del buon padre di famiglia, degli atti preparatori e strumentali alla esecuzione del mandato (art. 1708-1710 cod. civ.), nonchè di quelli ulteriori, che dei primi costituiscano il necessario completamento, ha il dovere di informare tempestivamente il mandante anche della eventuale mancanza o inidoneità dei documenti necessari all'esatto espletamento dell'incarico (Cass. Sez. 3, n. 10073 del 27/04/2010; Cass. Sez. 3, n. 25410 del 12/11/2013).

Nel caso specifico, la cliente aveva rilevato l’errore nel quale era incorso il Giudice del merito nel momento in cui non aveva valutato gli adempimenti a carico della Banca ed aveva omesso di accertare gli obblighi derivanti dal contratto di conto corrente e relativi alla immediata informativa da dare alla correntista.

Secondo la ricorrente, quindi, alla stregua delle regole che governano il rapporto di mandato, il dipendente della Banca avrebbe dovuto verificare allo sportello le mancanze di compilazione di alcuni campi del modello F24 (codice ufficio e codice atto) e comunque era mancata la comunicazione alla cliente, tentata solo telefonicamente. La comunicazione era avvenuta solo con la ricezione da parte della cliente dell'estratto conto trimestrale, nel mese successivo alla chiusura del trimestre, ben oltre, quindi, la data in cui si doveva effettuare il pagamento dell'imposta, provocando così l'emissione della cartella di pagamento da parte dell'Agenzia delle Entrate.

I Giudici di Piazza Cavour hanno dato ragione alla ricorrente, evidenziando che, pur volendo ammettere che la Banca mandataria non fosse tenuta a rilevare l’errata compilazione del modello F24 da parte della correntista nel momento preciso in cui aveva accettato di eseguire l'operazione e con essa il conferimento del mandato di pagamento, occorreva comunque tenere presente i principi generali che governano il contratto di mandato, quanto alla responsabilità della Banca successivamente alla constatata impossibilità di procedere all'esecuzione dell'operazione, a suo stesso dire emersa certamente dopo pochissimo tempo.

Difatti, a norma dell'art. 1708 c.c. il mandatario ha l’obbligo di compiere anche tutti gli atti necessari per l'assolvimento del compito; l'art.1710 c.c. impone al mandatario di adempiere ai propri obblighi con la diligenza del buon padre di famiglia; l'art.1176, comma 2, c.c. quanto alle obbligazioni inerenti lo svolgimento di un attività professionale, richiede la valutazione della diligenza con riguardo alla natura dell'attività esercitata, e quindi con riferimento al parametro della diligenza professionale; il secondo comma dell'art. 1710, inoltre, obbliga il mandatario ad informare il mandante delle circostanze sopravvenute che incidono sul mandato; ai sensi dell'art.1856 c.c., infine, la Banca risponde secondo le regole del mandato quanto agli incarichi ricevuti dal correntista o da altro cliente.

Nel nostro caso, quindi, la Cassazione ha confermato la sussistenza di responsabilità a carico della Banca mandataria, che avrebbe dovuto quantomeno informare la cliente in maniera veloce e tempestiva circa la mancata esecuzione dell'operazione che le era stata affidata.

I Giudici, inoltre, hanno rilevato che nessuna valenza poteva essere attribuita all’annotazione nelle scritture contabili dello storno del pagamento, in quanto tale adempimento era del tutto irrilevante ai fini degli obblighi di comunicazione gravanti sul mandatario, trattandosi evidentemente di operazione contabile che resta nella sfera interna del soggetto che la esegue, e non di comunicazione di carattere recettizio.

Pertanto, la comunicazione della Banca avvenuta con l’invio dell'estratto conto dell'ultimo trimestre, doveva ritenersi tardiva, così come risultava del tutto priva di riscontro la circostanza secondo la quale la Banca aveva cercato di contattare la cliente telefonicamente.

Su tali premesse, quindi, la Suprema Corte ha cassato la sentenza impugnata e ha rinviato al medesimo Tribunale in diversa composizione, al fine di stabilire se e quali pregiudizi erano stati determinati dal ritardo fra il momento di accertata impossibilità di esecuzione dell'operazione e la data di effettiva comunicazione alla cliente della mancata esecuzione del mandato mediante invio dell'estratto conto.

Letto 335 volte Ultima modifica il Giovedì, 19 Settembre 2019 11:13

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