Martedì, 26 Marzo 2019 08:46

Cari lettori, parliamo dell’IVA

Scritto da Avv. Giulio Costanzo
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E’ palese che l’aumento incondizionato (anche se ci hanno voluto far credere che non sia così), dell’imposta IVA nuoccia non solo alle categorie di ceto più basso, ma anche a tutta la fase industriale e commerciale della nostra Nazione. 

Cerchiamo di capirne di più...

L'IVA, infatti, è un'imposta generale sui consumi, il cui calcolo si basa solo sull'incremento di valore che un bene o un servizio acquista ad ogni passaggio economico (valore aggiunto), a partire dalla produzione fino ad arrivare al consumo finale del bene o del servizio stesso il che significa che è inutile dire che non incida sul pane,se poi incide sul sale, sulla farina sul lievito ecc.

Impariamo a guardarci intorno( copiare se non siamo capaci d’inventare ).

Preso atto che la moneta unica si è dimostrata un fallimento totale, non per errore concettuale ma per mancato coordinamento progettuale, perché, cioè, non seguito immediatamente da una politica comunitaria unitaria (unione federale, politico-istituzionale e sociale), che potesse portare tutti i Paesi dell’Unione in uno stato di parità economica e sociale, cerchiamo di comprendere, da chi si è dimostrato ( IMPARIAMO COSI’TUTTI A VALUTARE LE PERSONE PER QUELLO CHE DIMOSTRANO E FANNO E NON PER LA LORO POPOLARITA’ ), più arguto di noi, come meglio sistemare il nostro settore economico.

La Germania, nel periodo di crisi, invece di aumentare l’imposta, ha pensato bene di ridurla al 19% , perché? Il motivo è ovvio, in un momento di ristrettezza, aumentare l’IVA produrrebbe un ovvia contrazione del consumo! Vedremo in seguito che una pari manovra i tedeschi l’hanno fatta anche per la diminuzione dell’aliquota imponibile.

Torniamo in Casa Nostra.

I nostri governanti degli ultimi trentanni, hanno dimostrato di non sapere né gestire né talmeno programmare, concetto basilare della buona politica. Facciamo qualche esempio .

Negli anni abbiamo assistito ad una serie direi infinita, di misure atte a risolvere gli effetti e mai le cause di un problema . Ad esempio, il problema rifiuti a Napoli che suscitò tanto scalpore, venne affrontato dall'allora governo Berlusconi, con un atto di forza utile, senz'altro ad eliminare l’immondizia dalle strade per riversarla poi in discariche, a cielo aperto,  riaperte ad hoc, ovvero  per  l’accantonamento in siti di smistamento, divenuti poi di deposito. Ricordo che tali enormi quantità di Balle sono tutt'ora abbandonate in distese impressionanti di ex prati e terre rigogliose.

Altro esempio, la riforma del lavoro, perché mai il concetto della precarietà lavorativa possa essere stato considerato innovativo e risolutivo delle problematiche anche sociali, non lo riesco proprio a capire.

Perdonatemi, nell'evoluzione dell’uomo, si è passati dalla precarietà lavorativa, ( lavoro nei campi, lavori occasionali,  manovali alla giornata , ecc.) ai lavori a c.d. tempo indeterminato. Tali occupazioni hanno portato dalla fine degli anni sessanta, le famiglie a costruire il loro presente ed a pensare concretamente al loro futuro . Attenzione, non è assolutamente vero che sia stato questo sistema a rovinare l’economia, ma è stata l’incapacità di controllo e la "scialacquatezza" dei nostri politici a portarci allo sbaraglio. Voglio solo ricordare a me stesso, che l’Italia era la quarta Nazione in quanto a risparmiatori e questo nonostante la nostra limitata estensione territoriale. Adesso, secondo voi è più corretto pensare che un’incertezza costante del lavoro, ( Costituzionalmente garantito) porti ad un’incertezza della gestione della propria vita, mentre la consapevolezza di un lavoro sicuro garantisca lo sviluppo anche intellettuale ( dal momento che la mente non sarà più presa dalla paura del futuro) ovvero che la possibilità di cambiare in continuazione lavoro possa portare effetti positivi? Ai lettori la valutazione.

Per il sottoscritto, senza che questo valga tanto, la consapevolezza di un impiego a tempo indeterminato, garantirebbe senz'altro una maggiore tranquillità interiore con effetti positivi che tutti possiamo immaginare. Cosa dovrebbe fare la Politica per evitare la patologia del sistema, storicamente provata ( nulla facenti nei posti “sicuri”, abbandono del posto di lavoro per fare spese, stipendi o peggio pensioni alle stelle?????), non farsi imbastardire e corrompere, ma semplicemente governare utilizzando sistemi già esistenti come il licenziamento per giusta causa quando un lavoratore ometta di compiere il proprio dovere.

In realtà è necessario che cambi l’atteggiamento popolare verso il lavoro. Tutti noi dovremmo capire che il raggiungimento del “posto fisso “ dovrebbe essere solamente un punto di partenza della vita individuale e che il mantenimento e la qualità del lavoro svolto, debba essere l’obiettivo. Cioè una forma di amore verso la collettività che si tramuta nell'interesse personale, perché non vi è chi non veda che il miglioramento delle condizioni di tutti non equivalga al miglioramento delle condizioni anche personali ( es. amministratore pubblico del paese di ………………..può scegliere di arricchirsi con il malaffare (lasciando da parte le questioni morali), ma se nulla ha fatto per il paese che amministra, in quel luogo dovrà vivere , è come vivere in una splendida villa al di fuori della quale ci siano depositi d’immondizia, malavita, inquinamento, sporcizia , ecc. è il posto in cui vorreste far vivere i vostri figli?

Ecco perché ho sempre pensato che la mala vita sia sempre gestita da persone che reputo interiormente stupide e prive di cultura ( in senso ampio). Scusate le digressioni ma ciò che vorrei scrivere è molto più di quello che faccio. Torniamo a noi.    

Non dimentichiamo mai che il nostro sistema sanitario, quello previdenziale ed assistenziale, sono stati tra i migliori al mondo. Cos’è che non ha funzionato allora ci chiediamo? La nostra Politica .

Ad essa infatti è affidata la funzione di tutela e sviluppo della vita della Comunità ed essa è l’unica responsabile sia in positivo che in negativo dell’evoluzione sia che essa tenda nel lato giusto che viceversa.

Ciò che la Politica deve fare è creare uno Stato amico del cittadino che lo difenda e lo aiuti quando è in difficoltà e lo punisca quando sbaglia. Questo si fa con la programmazione ( vedasi la Gran Bretagna una ventina di anni or sono circa, in piena crisi economica l’allora governo Blaire fece approvare un programma pluriennale  per lo sviluppo dell’economia che servisse a rilanciare la loro Nazione. Risultato raggiunto nonostante il governo sia cambiato. Questo è stato possibile perché non si è abbattuto il programma precedente, anche se proposto dall'opposta fazione politica, ma lo si è sposato con le ovvie e giuste correzioni necessarie per nel corso degli anni . Cioè, partendo da un progetto iniziale, studiato e condiviso, lo si è seguito indipendentemente dalla corrente politica al potere in quel momento.  

To be continued...

Letto 984 volte Ultima modifica il Martedì, 26 Marzo 2019 08:54

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