Martedì, 10 Aprile 2018 19:53

Ritardo diagnostico: violazione del diritto del paziente alle alternative essenziali

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“Risarcibile il diritto del paziente, in caso di tardiva diagnosi, affetto da patalogia con esito nefasto”.

Con ordinanza n. 7260 del 23.03.2018 i Giudici di Piazza Cavour, si sono pronunciati sul ritardo diagnostico e sulla conseguente lesione della dignità dell’individuo oltre che della violazione nella autodeterminazione delle alternative essenziali dell’individuo.

Seguendo il ragionamento tenuto dagli Ermellini nella detta ordinanza, viene in evidenza il principio risarcitorio della situazione soggettiva, risoltosi con una immediata protezione del diritto di una particolare autodeterminazione da parte del paziente. Pertanto, la violazione oggetto dell’ordinanza esaminata, è quella relativa alla dignità dell’essere umano nel suo nuovo ambito prospettico: la fine della propria esistenza!

Con la pronuncia in esame la Corte di Cassazione stabilisce la tutela risarcitoria di un soggetto affetto da patologia dall’esito infausto, al quale il ritardo diagnostico vietava non solamente la possibilità di scegliere di attivare una terapia del dolore che lo alleviasse nella gestione della sofferenza, ma soprattutto la possibilità di vivere coscientemente ed in massima consapevolezza gli ultimi giorni della propria esistenza. Ovvia considerazione è che anche la sofferenza ed il patos vissuti con consapevolezza della propria morte e volutamente non curati, hanno una diversa considerazione giuridica, rispetto ad un modo passivo di viverli da parte del paziente.

Il danno risarcibile, quindi sarà quello di un diritto certo ed effettivo valutabile dal Giudice in via equitativa.

In ordine alla prova, accertato il ritardo diagnostico, non sarà necessaria alcuna altra allegazione essendo implicita la violazione del diritto del paziente di autodeterminare i propri ultimi giorni e di auto gestire il proprio dolore.

Letto 1463 volte Ultima modifica il Giovedì, 12 Aprile 2018 09:25
Giulio Costanzo

Avv. Patrocinante Magistrature Superiori

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