Sabato, 26 Maggio 2018 10:59

Arriva anche in italia la marijuana legale

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La cannabis da oggi potra’ essere acquistata anche in farmacia

Con una circolare pubblicata dal Ministero delle politiche agricole si dà il via libera alla coltivazione della canapa se la pianta ha un tasso di thc inferiore allo 0,2% mentre, come previsto da regolamento europeo, è necessaria l’autorizzazione nel caso in cui la percentuale sia superiore. Qualora questa risulti superiore allo 0,2% ma entro il limite dello 0,6% l’agricoltore non ha alcuna responsabilità. Se però la soglia viene oltrepassata, l’autorità giudiziaria può disporre il sequestro o la distruzione delle coltivazioni di canapa.

La circolare in questione, che ha lo scopo di definire le regole di attuazione della legge 2 dicembre 2016 entrata in vigore il 14 gennaio 2017, contiene le disposizioni per la promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa della varietà cosiddetta Cannabis Sativa.. Il vice Ministro Andrea Olivero ritiene il provvedimento “necessario per chiarire i possibili usi della canapa coltivata nell’ambito del florovivaismo in modo da attuare pienamente una buona legge e precisarne il suo campo di applicazione in questo modo agevoliamo anche l’attività di controllo e repressione da parte degli organi preposti”.

In relazione alle infiorescenze della canapa (termine introdotto per la prima volta in un testo di diritto), viene precisato che esse rientrano nell’ambito delle coltivazioni destinate al florovivaismo, sempre ché appartengano ad una delle varietà iscritte nel Catalogo comune delle specie di piante agricole, il cui contenuto di thc non superi i livelli stabiliti dalla normativa.

Come accennato, la vera svolta in Italia si è avuto con la legge del 14 gennaio 2017, a seguito della quale si è assistito ad un boom di negozi growshop  (circa 120 in un anno) che hanno iniziato a vendere la marijuana legale, senza effetti psicotropi, in base agli accordi firmati il 18 settembre 2014 tra il Ministro della Salute e il Ministro della Difesa poi sfociati nel decreto ministeriale del 9 novembre 2015.

Nello specifico, la Legge del 14 gennaio 2017 regolamenta la canapa industriale introducendo le seguenti novità:

  • Libera semina di varietà di canapa certificate con contenuto di THC al massimo dello 0,2%, senza alcuna autorizzazione, con l’unico obbligo per il coltivatore di conservare i cartelli della semente a dodici mesi e di conservare le fatture di acquisto della semente per il periodo previsto dalla normativa vigente;
  • La percentuale di THC nelle piante analizzate potrà oscillare dallo 0,2 al 0,6% senza comportare alcun problema per l’agricoltore;
  • Sono previsti finanziamenti nell’ordine massimo di 700mila euro l’anno per favorire il miglioramento delle condizioni di produzione e trasformazione nel settore delle canapa.

Ma quanto costa la marijuana legale?

La sostanza in questione sarà venduta in pacchetti, simili a quelli usati per le sigarette, ad un prezzo che oscilla dai 20 ai 40 € per ciascuna confezione.

I venditori dell’erba legale, presenti nel territorio italiano, precisano che ad acquistarla sarebbero prevalentemente persone molto adulte, allo scopo di ottenere un effetto rilassante o, talvolta, per combattere l’insonnia.

Quali sono gli effetti terapeutici della cannabis?

Il tetraidrocannabinolo (THC) ha effetti “antidolorifici, antinausea, antiemetici, anticinetosici, stimolanti l’appetito e ipotensivi sulla pressione endooculare”, mentre il cannabidiolo (CBD) ha un effetto “antinfiammatorio, analgesico, antinausea, antiemetico, antipsicotico, anti ischemico, ansiolitico e antiepilettico”.

La sostanza in questione, quindi, parrebbe particolarmente adatta per il trattamento delle seguenti problematiche:

  • Dolore (neuropatico, oncologico)
  • Spasticità dal Sclerosi Multipla
  • Nausea e vomito in chemioterapia
  • Stimolazione appetito nell’AIDS o cancro o anoressia nervosa
  • Sinodrome di Tourette
  • Glaucoma resistente

Come si assume?

La legge stabilisce che le modalità di assunzione della marijuana legale sono sostanzialmente due: orale (ossia mediante tisane, decotti, capsule, olio o resina) oppure per via inalatoria (ovvero mediante vaporizzazione oppure la semplice sigaretta elettronica).

Quali sono gli svantaggi?

E’ stato dimostrato che il 9% cento dei soggetti che consumano la cannabis sviluppa una vera e propria dipendenza dalla sostanza in questione. In base a uno studio della UCLA del 2006, invece, un uso di marijuana, anche se elevato, non sarebbe in grado di provocare il cancro ai polmoni, sebbene possa dar luogo a malattie respiratorie, come ad esempio la bronchite.

 

Letto 1208 volte Ultima modifica il Sabato, 26 Maggio 2018 11:09
Giulio Costanzo

Avv. Patrocinante Magistrature Superiori

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