Lunedì, 08 Luglio 2019 15:32

Sinistro stradale: diritti risarcitori in capo al terzo trasportato

Scritto da Avv. Giulio Costanzo
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La Cassazione interviene in materia di diritti risarcitori a favore del terzo trasportato                                   

Terzo trasportato ed azioni risarcitorie a lui riconosciute.

La materia relativa al risarcimento dei danni derivanti da sinistro stradale, sebbene a volte sottovalutata, si rivela invece spesso fonte di nuovi spunti di riflessione. Uno dei tanti riguarda i diritti risarcitori riconosciuti in capo al terzo trasportato.

Come noto, a norma dell’art. 141 del Decreto Legislativo 7 settembre 2005, n. 209:

Salva l'ipotesi di sinistro cagionato da caso fortuito, il danno subito dal terzo trasportato è risarcito dall'impresa di assicurazione del veicolo sul quale era a bordo al momento del sinistro entro il massimale minimo di legge, fermo restando quanto previsto all'articolo 140, a prescindere dall'accertamento della responsabilità dei conducenti dei veicoli coinvolti nel sinistro, fermo il diritto al risarcimento dell'eventuale maggior danno nei confronti dell'impresa di assicurazione del responsabile civile, se il veicolo di quest'ultimo è coperto per un massimale superiore a quello minimo.

Per ottenere il risarcimento il terzo trasportato promuove nei confronti dell'impresa di assicurazione del veicolo sul quale era a bordo al momento del sinistro la procedura di risarcimento prevista dall'articolo 148.

L'azione diretta avente ad oggetto il risarcimento è esercitata nei confronti dell'impresa di assicurazione del veicolo sul quale il danneggiato era a bordo al momento del sinistro nei termini di cui all'articolo 145. L'impresa di assicurazione del responsabile civile può intervenire nel giudizio e può estromettere l'impresa di assicurazione del veicolo, riconoscendo la responsabilità del proprio assicurato. Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni del capo IV.

L'impresa di assicurazione che ha effettuato il pagamento ha diritto di rivalsa nei confronti dell'impresa di assicurazione del responsabile civile nei limiti ed alle condizioni previste dall'articolo 150.

Ebbene, sul contenuto ed il significato di detto articolo, la Cassazione è dovuta intervenire non poche volte, al fine di poter delineare esattamente i contorni del diritto risarcitorio riconosciuto al terzo trasportato nel caso di incidente stradale.

In primis, va ricordato che, secondo giurisprudenza ormai consolidata, l'azione prevista dal citato articolo 141 C.d.A. è assolutamente facoltativa e giammai obbligatoria. Ciò comporta che il terzo trasportato ha la facoltà di avvalersi della suddetta procedura, ovvero potrà ricorrere all'azione ordinaria di risarcimento ex art. 2054 c.c.

Anche la Corte Costituzionale si è espressa in tal senso, confermando, con l'intento di fornire una interpretazione costituzionalmente orientata della norma, il carattere facoltativo della procedura ex art 141 C.d.A. nell'ottica di un rafforzamento della tutela in favore del terzo trasportato.

Ed ancora. In cosa consiste l’onere probatorio gravante sul terzo trasportato?

Sul punto, va osservato che, sebbene la norma prescinda dall’accertamento della dinamica del sinistro e dalla relativa responsabilità di ciascuno dei conducenti dei veicoli coinvolti, il terzo trasportato deve comunque provare, ai sensi dell’art. 2697 c.c., l’esistenza del danno e del nesso causale tra questo e l’incidente occorsogli.

Egli, inoltre, può agire giudizialmente al fine di ottenere il risarcimento del danno a carico dell’ente assicuratore del vettore, anche quando l’altro veicolo non sia stato identificato e/o quando lo stesso risulti privo di copertura assicurativa (Cass. n. 16477/2017).

A titolo meramente esemplificativo, poi, si ricorda la sentenza n. 4147 del 13/02/2019, secondo cui, l'art. 141 CdA, in conseguenza del riferimento al caso fortuito - nella giuridica accezione inclusiva delle condotte umane - come limite all'obbligo risarcitorio dell'assicuratore del vettore verso il trasportato danneggiato nel sinistro, richiede che il vettore sia almeno corresponsabile del sinistro quale presupposto della condanna risarcitoria del suo assicuratore; una volta accertato l'an della responsabilità del vettore, non occorre accertare quale sia la misura di responsabilità dei conducenti dei veicoli coinvolti, dovendo comunque l'assicuratore del vettore risarcire in toto il trasportato, salva eventuale rivalsa verso l'assicuratore di altro corresponsabile o di altri corresponsabili della causazione del sinistro. La totale assenza di responsabilità del vettore deve essere inoltre dimostrata dal suo assicuratore provando che il caso fortuito è stata l'unica causa del sinistro, salvo che l'assicuratore di un altro dei veicoli coinvolti non intervenga e non lo esoneri dall'obbligo risarcitorio dichiarando la esclusiva responsabilità del proprio assicurato, in tal caso il giudice dovendo subito estromettere l'assicuratore del vettore, la domanda risarcitoria rivolgendosi ex lege verso l'assicuratore intervenuto.

Da ultimo, la Suprema Corte è intervenuta sull’argomento con l’ulteriore ordinanza n. 16143 del 17 giugno 2019, con la quale (sempre in un’ottica di favor per il terzo trasportato) gli Ermellini hanno confermato che il trasportato su un veicolo a motore, che abbia patito danni in conseguenza di un sinistro ascrivibile a responsabilità tanto del vettore, quanto del titolare di un terzo veicolo, può pretendere il risarcimento integrale da uno qualsiasi tra i due responsabili (e dai loro assicuratori della RCA), in virtù del principio generale della solidarietà tra i coautori di un fatto illecito, di cui all'art. 2055 cod. civ., senza che rilevi, ai fini della riduzione del risarcimento, la diversa gravità delle rispettive colpe dei corresponsabili o la diseguale efficienza causale di esse, trattandosi di circostanze destinate a rilevare soltanto ai fini della ripartizione interna dell'obbligazione risarcitoria (Cass. 20/10/2014, n. 22228).

I Giudici, tuttavia, hanno precisato che è comunque necessario che tale risarcimento sia richiesto utilizzando come causa petendi la posizione di terzo trasportato; e ciò sia che venga fatto valere il proprio diritto al risarcimento dei danni nei confronti del solo conducente del mezzo sul quale la vittima viaggiava, sia che venga fatto valere nei confronti del conducente del mezzo antagonista, sia, infine, nell'ipotesi in cui si agisca nei confronti di entrambi.

In altre parole, il danneggiato, ai fini risarcitori, deve indicare di agire proprio in quanto terzo trasportato, potendo chiedere, a sua scelta, l'integrale risarcimento a ciascuno dei responsabili.

È evidente, quindi, che, sotto l’aspetto processuale, l’art. 141 C.d.A. non indebolisce la posizione del danneggiato, ma anzi, unitamente all’art. 2054 c.c. e all’azione diretta ex art. 144 C.d.A., tende a rafforzarla, considerato che al trasportato è concesso agire sulla base del principio vulneratus ante omnia reficiendus e della semplice allegazione e dimostrazione del fatto storico e del danno verificatosi a suo carico durante il trasporto, che non sia dovuto a caso fortuito.

Letto 140 volte Ultima modifica il Lunedì, 08 Luglio 2019 15:42

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