Domenica, 03 Gennaio 2021 12:02

Il danno cagionato dalla fauna selvatica in circolazione è risarcibile dalla P.A.

Scritto da Avv. Giulio Costanzo
Vota questo articolo
(5 Voti)
Attraversamento animali Attraversamento animali

La Suprema Corte di Cassazione, con Ordinanza n. 4004 del 18/02/2020, ha riconosciuto il diritto al risarcimento del danno ex art. 2043 c.c. da parte della Pubblica Amministrazione nel caso di incidente causato da animale selvatico

La Cassazione, con l’Ordinanza n. 4004 del 18/02/2020, è tornata sulla spinosa questione relativa la configurazione della responsabilità della Pubblica Amministrazione.

Il fondamento costituzionale della responsabilità civile della P.A. per l’illegittimo esercizio dei propri poteri viene enucleato dall’art. 28 Cost., in virtù del quale “I funzionari e i dipendenti dello Stato e degli enti pubblici sono direttamente responsabili secondo le leggi penali, civili e amministrative, degli atti compiuti in violazione di diritti. In tali casi la responsabilità civile si estende allo Stato e agli enti pubblici”.

Da tale norma ne deriva, sulla scorta di un rapporto di immedesimazione organica, una responsabilità civile diretta della P.A. per gli atti compiuti dai propri funzionari e dipendenti in violazione dei diritti.

La piena risarcibilità dei danni derivanti dall’illegittimo esercizio dell’attività amministrativa ha trovato conferma nella storica sentenza delle Sezioni Unite n. 500/1999, ove le Sezioni Unite della Suprema Corte di Cassazione hanno affermato che gli interessi legittimi hanno pari dignità costituzionale rispetto ai diritti soggettivi (arg. ex artt. 24 e 113 Cost.), con la conseguente necessità di assicurare agli stessi una pari tutela giurisdizionale, adeguata ed effettiva.

Con questa storica sentenza le SS.UU. hanno ritenuto che non fosse più tollerabile il regime di sostanziale immunità di cui beneficiava la P.A. nell’esercizio della funzione pubblica, regime che fino ad allora un’impostazione tradizionale aveva sostenuto muovendo da un’interpretazione restrittiva dell’art. 2043 c.c.

Numerose sono le controversie che sorgono tra i cittadini e le amministrazioni pubbliche aventi ad oggetto il risarcimento del danno da parte di queste ultime.

Gli Ermellini sono tornati sul relativo tema, avendo ad oggetto, più in particolare, il risarcimento da parte della P.A. derivante dalla responsabilità extracontrattuale per i danni provocati da animali selvatici alla circolazione dei veicoli, decidendo su di un caso ove il ricorrente faceva emergere sia l’obbligo di tutela della fauna assegnato alla pubblica amministrazione quale patrimonio indisponibile dello Stato, sia l’obbligo di gestione della viabilità stradale gravante sull’ente territoriale, in considerazione delle questioni attinenti la sicurezza delle persone, anche in riferimento alla circolazione stradale.

I Giudici di Piazza Cavour hanno accolto il relativo ricorso, ribadendo il seguente principio di diritto: In tema di responsabilità extracontrattuale, il danno cagionato dalla fauna selvatica in circolazione è risarcibile dalla P.A. non ex art. 2052 c.c., essendo lo stato di libertà della selvaggina incompatibile con qualsiasi obbligo di custodia, ma, anche dopo l'entrata in vigore della l. n. 157 del 1992, in forza dell'art. 2043 c.c., con la conseguenza che spetta al danneggiato provare la condotta colposa causalmente efficiente dell'ente pubblico. In particolare, il dovere della P.A. di predisporre dispositivi specifici per avvisare dei rischi o scoraggiare l'attraversamento degli animali può trovare fondamento solo in norme particolari poste a tutela di chi si trovi ad attraversare un certo territorio in una situazione di concreto pericolo, da valutare "ex ante", quale è, con riguardo all'utilizzo della rete viaria, l'art. 84, comma 2, reg. es. c.d.s., che impone, a fini general-preventivi e sulla base di un principio di precauzione, l'installazione di segnali "quando esiste una reale situazione di pericolo sulla strada, non percepibile con tempestività da un conducente che osservi le normali regole di prudenza.

Emerge, quindi, che la responsabilità extracontrattuale per i danni provocati da animali selvatici alla circolazione dei veicoli debba essere imputata all’ente, sia esso Regione, Provincia, Ente Parco, Federazione o Associazione, ecc., cui siano stati concretamente affidati, nel singolo caso, anche in attuazione della L. n. 157 del 1992, i poteri di amministrazione del territorio e di gestione della fauna ivi insediata, sia che i poteri di gestione derivino dalla legge, sia che trovino la fonte in una delega o concessione di altro ente, delega per la gestione della fauna selvatica concretamente attuata in favore delle singole Province.

Di conseguenza, i poteri di protezione e gestione della fauna selvatica attribuiti alle Province espongono queste ultime a una responsabilità per i danni cagionati dagli animali selvatici, atteso che l’esercizio di tali poteri è indirizzato sia alla tutela del complessivo equilibrio dell’ecosistema sia alla sicurezza dei soggetti potenzialmente esposti ai danni derivanti dagli imprevedibili comportamenti della fauna.

Letto 72 volte Ultima modifica il Domenica, 03 Gennaio 2021 12:08

Lascia un commento

Assicurati di aver digitato tutte le informazioni richieste, evidenziate da un asterisco (*). Non è consentito codice HTML.

Iscriviti alla nostra Newsletter

Iscriviti