Martedì, 25 Settembre 2018 10:07

La Cassazione conferma il termine massimo di 90 giorni per la notifica delle multe

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Art. 201 del Codice della Strada: notifica della multa da effettuarsi entro il termine di 90 giorni, altrimenti è lecito non pagarla. La Cassazione pone un freno alla prassi di alcuni Comuni di notificare le multe ben oltre il termine di 90 giorni come sancito dall’art. 201 C.d.S.

Sarà capitato a tutti di ricevere l’amara sorpresa di vedersi notificare una multa da parte del Comune per violazione del Codice della Strada e di non sapere se sussisteva comunque l’obbligo di provvedere al pagamento o meno.

Orbene, sull’argomento (di vasto interesse pubblico e certamente di non poca importanza come potrebbe sembrare), è intervenuta la Suprema Corte con l’ordinanza n. 7066 del 21 marzo ultimo scorso.

La norma di partenza è il citato art. 201 del Codice della Strada, in forza del quale, nel caso in cui la violazione non possa essere contestata al conducente immediatamente, il relativo verbale va notificato al proprietario del veicolo entro 90 giorni dall'accertamento

Alcune amministrazioni comunali, tuttavia, fondandosi sulla genericità della norma e sulla possibile confusione che poteva trarre in inganno i trasgressori circa il dies a quo dal quale dover conteggiare i novanta giorni, hanno spesso proceduto alle notifiche di multe e contravvenzioni ben oltre il termine previsto dalla legge, trincerandosi dietro alle paventate difficoltà di istruttoria ai fini del riconoscimento del trasgressore.

In buona sostanza, si affermava (nel caso specifico il Comune di Milano) che i 90 giorni dovessero decorrere dal momento in cui i militi avevano la possibilità di visionare le fotografie dell’autovelox, per cui il termine più ampio di 180 giorni tra infrazione e notifica era certamente “proporzionato alla quantità di violazioni commesse nei luoghi nei quali il Comune ha predisposto il sistema di rilevamento automatico della velocità dei veicoli in transito” .

La Cassazione, invece, ha detto NO, precisando che il termine ex lege di 90 giorni va calcolato a partire dalla violazione e/o dall’infrazione contestata e che l’effettività dell'azione dell'amministrazione non può mai realizzarsi attraverso la compressione del diritto di difesa del trasgressore.

Gli Ermellini, dunque, riportandosi ad un consolidato orientamento di natura costituzionale, hanno sostanzialmente ribadito che il prolungamento del termine oltre quello dei 90 giorni previsto dalla norma, pone rilevanti dubbi di costituzionalità in termini di ragionevolezza.

Ciò vuol dire che le eventuali disfunzioni e/o disorganizzazioni dell’amministrazione comunale nella gestione e nello smaltimento delle multe e delle contravvenzioni, non possono ricadere sul cittadino che, pertanto, mantiene il proprio sacrosanto diritto di vedersi notificare la multa entro i 90 giorni stabiliti dalla legge, senza che i Comuni possano rivendicare una presunta complessità dell’attività istruttoria.

A tale principio, però, si può derogare solo in un caso, come esplicitato dalla stessa Corte, ovvero qualora, per colpa e/o negligenza del medesimo trasgressore, sia oggettivamente difficile individuare il proprietario del veicolo per carenza dei relativi dati nel PRA o negli atti di stato civile, quali, ad esempio, la tardiva trascrizione, l’omesso trasferimento della proprietà del veicolo ovvero la mancata comunicazione del cambiamento di residenza.

Solo in questi casi, quindi, si può giustificare la decorrenza del termine di 90 giorni dal momento in cui la P.A. sia stata posta in grado di individuare il trasgressore o il suo luogo di residenza, in quanto dette situazioni dipendono da una negligenza del trasgressore stesso, mentre invece non vale quando la difficoltà di identificazione è connessa ad un’inefficienza dell'Amministrazione.

Ne consegue, quindi, che, a sostegno dei diritti dell’automobilista, la notifica del verbale effettuata dal Comune oltre il predetto termine di 90 giorni (in assenza dei motivi scriminanti sopra indicati) comporta la nullità della multa.

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Giulio Costanzo

Avv. Patrocinante Magistrature Superiori

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